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Pontecorvo – L’emergenza sociale? la povertà di relazioni

di Luigi Mancini 

Siamo giunti ad un nuovo anno il 2017 e, come è consuetudine da 24 anni, tiriamo le somme di quello appena trascorso, il 2016, su quella che è stata l’attività del nostro Centro d’Ascolto Zonale “Porta Aperta”.

Un anno sicuramente di intenso lavoro all’insegna dell’impegno e dell’assiduità, nell’ottica dello spirito cristiano e con le consolidate modalità: accogliendo, condividendo e ascoltando tutti, a prescindere dalle storie e dai vissuti personali.

Siamo stati maggiormente impegnati dal momento che il nostro territorio è diventato più esteso dopo che la Diocesi di Cassino è stata unita a quella di Sora, Aquino, Pontecorvo.

Alle povertà materiali il Centro ha risposto fornendo un sostegno per alimenti, vestiario  e pagamento bollette. Alle povertà spirituali e di valori, si è intervenuti col consiglio, il conforto, l’incoraggiamento e l’orientamento.

Al di là dei problemi specifici (primo fra tutti il lavoro, come pure la casa, dipendenza da alcool o droghe, vecchiaia, malattia e disagio mentale), ciò che emerge in modo evidente è la povertà di relazioni che caratterizza la società odierna. Parliamo soprattutto di quelle persone che a motivo di qualche fragilità o disagio, da diversi anni, non riescono ad entrare in una situazione di “normalità” nel mondo del lavoro, familiare e sociale, finendo pian piano con l’autoemarginarsi.

A queste persone il Centro dedica un’accoglienza particolare fatta di ascolto e sostegno morale come promozione delle relazioni tra persone, ma anche azione di stimolo per uscire dall’emarginazione.

Anche questo anno è emerso un quadro della realtà familiare molto preoccupante.

Sono in aumento le famiglie che vivono molto al di sotto della soglia di povertà, sempre più disgregate e con situazioni irregolari (i separati sono il 21% delle famiglie accolte); la crisi del lavoro, che attanaglia tante famiglie, ancora non è stata superata e quando manca il lavoro è facile ricadere in depressione e dipendenze. Mancano inoltre adeguate reti di solidarietà e scelte politiche strutturali che aiutino le famiglie ad uscire da quelle forme di assistenzialismo cui sono costrette.

Sono tanti gli “over cinquanta” che, ritrovandosi improvvisamente senza occupazione, non riescono più ad inserirsi nel mondo del lavoro, in primo luogo perché non ce n’è, in secondo luogo perché non è facile adattarsi a nuovi mestieri a quell’età.

Per non parlare dei giovani che dopo anni di studi non vedono realizzare i propri sogni e cercano disperatamente una collocazione altrove, abbandonando i loro cari con tutte le conseguenze derivanti dall’allontanamento.

Il nostro Osservatorio, allegando alla presente l’analisi della situazione riscontrata in questo anno, porta a conoscenza delle comunità parrocchiali e delle varie Istituzioni, le problematiche territoriali di cui ci si è occupati, affinché tutti, nello spirito evangelico, se ne facciano carico, perché  “il bene comune impegna tutti i membri della società: nessuno è esentato dal collaborare, a seconda delle proprie capacità, al suo raggiungimento e al suo sviluppo” (Deus caritas est). Ognuno di noi è chiamato a soccorrere i fratelli, a condividere le sofferenze di chi è afflitto dall’angoscia, perché ritrovi un significato e una speranza per la vita.

A tale proposito, vogliamo concludere con le parole di Papa Francesco sul tema della speranza cristiana: “Ne abbiamo tanto bisogno (di speranza), in questi tempi che appaiono oscuri, in cui a volte ci sentiamo smarriti davanti al male e alla violenza che ci circondano, davanti al dolore di tanti nostri fratelli. Ci vuole la speranza! Ci sentiamo smarriti e anche un po’ scoraggiati, perché ci troviamo impotenti e ci sembra che questo buio non debba mai finire. Ma non bisogna lasciare che la speranza ci abbandoni, perché Dio con il suo amore cammina con noi”.

Cogliamo l’occasione per ringraziare la Diocesi che, con il contributo dell’8‰ alla Chiesa Cattolica, ci consente di affrontare il pagamento di bollette a famiglie dove è più sentito il disagio economico. Grazie ai parroci a noi più vicini e grazie ai sostenitori mensili, ancora pochi, ma pur sempre preziosi per il loro contributo economico.

Responsabile centro Caritas – Porta Aperta