Coreno/Pontecorvo – Il marmo italiano ha abbellito la nuova cattedrale di Pristina

Un filo conduttore che lega  Montecassino, il perlato Royal di Coreno, Pontecorvo alla cattedrale-santuario dedicata a santa Madre Teresa a Pristina, in Kosovo, consacrata il 5 settembre scorso.

Un forte legame tra il territorio grazie alla società Marmi Italiani della famiglia Di Folco che si è occupata della fornitura marmi.

I marmi installati alla cattedrale issata in onore di Madre Teresa provengono dai giacimenti di Coreno Ausonio e sono stati forniti dalla società cassinate Marmi Italiani, sotto la supervisione dell’a rchitetto Livio Sterlicchio.

Un legame che la comunità di fede di Pristina guidata dal vescovo monsignor Dode Gjergij ha voluto allacciare con Montecassino, perché lo stesso marmo è stato utilizzato anche per la ricostruzione dell’abazia. Ampio spazio anche al travertino che si ammira alla basilica di San Pietro.

I lavori alla cattedrale-santuario sono iniziati nel 2007, si tratta della chiesa più grande dei Balcani: lunga 77,40 metri, larga 42,30e alta 32,50 metri con due grandi campanili.

“E’ per noi motivo di grande orgoglio portare qualcosa del nostro territorio nei Balcani. Una splendida cattedrale dallo stilo romanico – hanno spiegato dalla famiglia Di Folco – che rappresenta il più grande punto di riferimento dei cristiani, circa 60 mila in tutti i Balcani, costruita in onore dalla Suora della carità. Ma Pontecorvo, il nostro paese di origine, è fortemente legata a Pristina, nei Balcani, infatti, è morta nel 1999 durante una missione umanitaria la dottoressa Paola Sarro, neuropsichiatra infantile di Pontecorvo. A breve onoreremo la sua memoria a Pristina”.