San Giovanni Incarico – Il professor Heikki Solin visiona un’antica epigrafe paleocristiana

Il professor Heikki Solin torna dopo 25 anni a San Giovanni Incarico per visionare un’antica epigrafe paleocristiana.

L’illustre e famoso epigrafista è stato accolto dall’Assessore alla Cultura Battaglini. Dopo venticinque anni dalla prima visita in città, Solin è tornato per controllare la lettura di un’epigrafe paleocristiana e, con l’occasione, ha visionato anche l’iscrizione traianea, recentemente collocata nell’atrio del Palazzo Municipale.

Il professor Heikki Solin, antichista, filologo classico ed epigrafista é professore emerito dell’Università di Helsinki, membro di svariati progetti di ricerca internazionali. Attualmente sta ultimando la revisione del X volume del Corpus Inscriptionum Latinarum (la titanica opera avviata e coordinata da Theodor Mommsen nella seconda metà dell’Ottocento), occupandosi principalmente del Lazio Meridionale. Negli ultimi anni ha battuto palmo a palmo il territorio per cercare nuove epigrafi e verificare la lettura di quelle già edite. In questa speciale visita è stato accompagnato dal dottor Gianluca Mandatori, dottorando di ricerca in Storia Antica del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza-Università di Roma e collaboratore dell’Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma.

“É stato un incontro davvero speciale che evidenzia, – ha detto l’assessore alla Cultura Gaetano Battaglini -peraltro, la ricchezza del patrimonio storico – archeologico del nostro territorio. Ringrazio il professor Heikki Solin per l’interesse e l’attenzione verso San Giovanni Incarico e i suoi tesori. Orgogliosi della prestigiosa presenza – ha concluso Battaglini – saluto e ringrazio, a nome del sindaco Fallone e dell’intera Amministrazione, il professor Heikki Solin a cui rivolgo l’invito di ritornare nel nostro territorio particolarmente ricco di risorse storico-archeologiche”.

Il professor Heikki Solin, particolarmente legato al basso Lazio, ha manifestato la sua gratitudine  per l’accoglienza    e un particolare entusiasmo per essere tornato a San Giovanni Incarico dopo venticinque anni dalla sua prima visita.