Frosinone – Polizia Provinciale: bilancio di un anno di attività

Continua senza sosta l’attività della Polizia Provinciale di Frosinone. Nel corso  dell’anno ormai alle spalle, sono state portate a termine dalla Polizia Provinciale numerose azioni di controllo del territorio che spaziano da quello stradale con elevazione di poco meno di 2000 verbali sia relativi alla circolazione stradale che alla pubblicità abusiva sulle strade; al controllo ambientale con la scoperta e, comunque, denuncia di numerosi abbandoni incontrollati di rifiuti, sia con l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie, sia con il deferimento all’autorità giudiziaria con l’obbligo del ripristino dello stato dei luoghi, restituendo salubrità ai siti ai quali tali cumuli di rifiuti stavano causando inquinamento e deturpavano  le bellezze delle campagne di tutta la Provincia. Di particolare importanza l’ultima brillante operazione  in ordine di tempo, portata a termine insieme ai Carabinieri di Piedimonte San Germano, ARPA e Asl da cui è scaturito il sequestro di un’azienda di recupero pneumatici usati. Particolare attenzione è stata rivolta alla prevenzione incendi, nel periodo di massima pericolosità da cui sono scaturite molteplici sanzioni a coloro che eseguivano abbruciamenti in violazione delle norme. In seguito all’atto di indirizzo del Presidente della Provincia Antonio Pompeo, sono stati attivati una serie di controlli per il monitoraggio dei corsi d’acqua della provincia, con particolare attenzione al fiume Sacco. A tal riguardo va evidenziata un importante indagine sfociata in una denuncia all’autorità giudiziaria, nei confronti di un complesso industriale del cassinate che potrebbe essere la causa del presunto inquinamento di un corso d’acqua della città martire. La Polizia Provinciale, com’è noto, è stata individuata dalla Procura della Repubblica nella funzione di Polizia Giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta sull’inquinamento del fiume Sacco.

Grande soddisfazione, inoltre, per la decisione della  Regione Lazio di restituire alla Polizia Provinciale le competenze in materia di controllo in campo agricolo, ittico e venatorio.

In via di perfezionamento, inoltre, il ritorno della Polizia Provinciale ad occuparsi anche del soccorso e della liberazione della fauna selvatica ferita; al suo controllo ai fini della prevenzione dei danni all’agricoltura; alla cattura di determinate specie in sovrannumero. Come pure la vigilanza in materia di caccia e pesca e al coordinamento operativo delle guardie venatorie. Lo stesso si dica per il controllo della raccolta di funghi epigei e degli altri prodotti del sottobosco. In sintesi torna alle Province una funzione preziosa di controllo e gestione delle aree naturali che sono vanto e patrimonio dei nostri territori.