Querelle Macron – Salvini… passando per Anagni

di Luigi Sparagna 

A volte ritornano. 1804, Parigi, cattedrale di Notre Dame, Napoleone Bonaparte si incorona Imperatore ponendosi egli stesso la corona sul capo, al cospetto del Papa invitato a fare da spettatore. E gli ha detto pure bene al Papa (progresso della diplomazia) visto che nel 1303 l’Imperatore francese Filippo “il bello” aveva inviato ad Anagni (FR) un suo delegato per far prendere a schiaffi il Papa Bonifacio VIII. Il Re di Francia è il Re di Francia. E siccome, a volte ritornano, il Presidente Macron, inagibile Notre Dame (andata a fuoco), noncurante dei Finlandesi titolari di turno della presidenza del Consiglio Europeo, convoca all’Eliseo una riunione dei ministri degli esteri e degli interni di alcuni Paesi, per firmare un trattato sui migranti, e scrivere in grassetto che devono essere sbarcati nel porto sicuro più vicino (che guarda caso secondo le carte nautiche sarebbe Italia) prima di essere ricollocati. Firmano solo otto Paesi tutti geograficamente collocati a nord del parallelo che passa per il Monte Bianco. Salvini, manco fosse un Papa, non partecipa e manda a dire che non riconosce l’accordo che perciò, allo stato dei fatti, per l’Italia non esiste.

Che fare? Zidane ha già preso a capocciate Materazzi, la guardia del corpo di Macron, un tipo manesco, è fuori gioco. Promettere la cittadinanza alla capitana Carola? Salvini per tutta risposta (salvo diversamente il Parlamento all’ultima ora) ottiene pure il completamento della TAV che magari potrà servire per rispedire in Francia i migranti indesiderati fatti giungere in Italia attraverso Ventimiglia. Che tipo sto Salvini! Picchiarlo non si può, non è mica Papa, farlo incazzare non ci si riesce, al redivivo imperatore francese dimezzato non resta che dolersi via internet. Progresso della diplomazia….Salvini, lungi da rancore, ha invitato Macron a venire a discutere in Italia, ma siccome non è scemo come lo si vuole dipingere, lo ha invitato a Roma…….mica ad Anagni (FR).