La legge dell’Audience

di Luigi Sparagna

Dal momento della nascita del Conte bis le attenzioni mediatiche si sono concentrate sul governo e sugli avvenimenti delicati della politica quali la manovra economica e il caso ILVA. Non c’è dubbio che si tratta di questioni vitali per il Paese, ed i cittadini che giornalmente seguono il confronto dei leaders a suon di botta e risposta, sono ridotti ormai ad un tifo da stadio come in un derby. I toni accesi, al limite della violenza verbale che viene denunciata nel corso di dibattiti televisivi, piacciono agli spettatori, forse perché nella giostra del  j’accuse trovano sfogo gli atavici animaleschi istinti battaglieri dell’uomo che, nei cromosomi, evidentemente conserva traccia di quando non era ancora erectus. Tutto sommato molte trasmissioni mettono a nudo situazioni, seppur enfatizzando, che lasciano sgomenti, ma di questo parleremo in altra occasione. Quello che mi ha incuriosito in questa fase peraltro di campagna elettorale per le consultazioni in Emilia, è la constatazione che in TV oramai si parla solo di governo e della sua politica. Meno male che c’è GOOGLE, che recupera audience su questioni televisivamente logore. Abbiamo dimenticato Carola Rackete e Greta Thunberg. Su GOOGLE, invece, sono loro a spadroneggiare. La Rackete, forte della maggiore esperienza per la maggiore età si è aperta alle tematiche ambientali, usurpando il mondo Gretino, scrivendo un libro prontamente presentato da Fazio, che da gran professionista ha dato un calcione al didietro dell’audience facendolo volare in alto nell’ospitare la capitana speronatrice. La giovane Greta, appena sedicenne, che avendo superato in Svezia gli obblighi scolastici si può permettere di andare a scuola quando vuole, continua a navigare ad emissioni zero verso i siti dove si parla di ambiente. Il motore di ricerca più noto e frequentato in assoluto cerca di rimettere in pari l’attenzione alle due paladine. E’ incredibile come in nome della democrazia, dell’accoglienza, delle libertà in genere, i massimi esponenti della politica internazionale si lascino fare tirate di orecchie da una sedicenne che dimostra meno anni di quelli che ha, mentre sono tutti impegnati a risolvere i problemi che la stessa Greta sollecita. Ma allora in Spagna ci sono andati perché lo ha detto Greta o perché fa parte dei loro programmi. Dobbiamo assistere in TV a pareri di esperti che pur dichiarando l’emergenza climatica sostengono che tale situazione è ciclica, controllabile, modificabile, e nessuno dice a Greta che può tornare a scuola tranquilla perché il problema è noto e si sta lavorando? Vogliamo di botto chiudere l’ILVA e buttare per strada diecimila lavoratori per far contenta Greta? Corriamo ad acquistare il libro di Carola che si rivolta nel letto la notte turbata dalla crisi di valori di umanità dei cittadini europei. La povera capitana si è ridotta a scrivere perché la sua nave umanitaria è ancora sotto sequestro. Insomma ci stavamo scordando di queste splendide figure per accapigliarci su Conte, Di Maio, Renzi e Salvini, e tutti coloro, ancora non completamente individuati, che spalleggiano le “donne coraggio” che fine fanno? Al punto in cui siamo se non rimettiamo in moto le telecamere su Greta e Carola alle due non resta, al punto in cui sono, che buttarsi nel cinema e fare un film la cui trama potrebbe essere che si incontrano in alto mare con le rispettive imbarcazioni. Con regista Quentin Tarantino immagino l’epilogo……Carola punta su Greta per speronarla (tanto per non perdere l’abitudine) mentre il catamarano di Greta con una strambata evita lo scontro e nella gran confusione tutti i migranti a bordo della nave capitanata da Rackete cadono in mare e vengono maciullati dalle eliche del battello pirata che non aveva spento i motori inquinanti, divenendo pastura per gli squali, essenziali nella catena alimentare del globo. Si salva Greta perché minorenne e quindi incapace di intendere e volere secondo il diritto penale internazionale. Secondo me l’audience schizzerebbe alle stelle, i botteghini farebbero incassi da paura da devolvere alle cause ambientaliste e umanitarie e le protagoniste …altro che nobel, guadagnerebbero un OSCAR.