Pontecorvo – La Politica si divide su tutto ma non contro la violenza sulle donne

Di Moira Rotondo 

Approvazione unanime da parte del Consiglio Comunale di Pontecorvo della mozione proposta dal Consigliere Regionale Sara Battisti per sensibilizzare nei confronti della violenza di genere e della valorizzazione delle competenze delle donne. Ciò era già accaduto con l’adozione della mozione Rotondo sulle “Marocchinate” lo scorso giugno e dimostra che la politica può dividersi e discutere su tutto ma non sulla violenza.
Sono stati giorni di grande mobilitazione quelli a ridosso del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ma poco si è parlato di competenza e l’abbiamo voluto sottolineare nel corso del dibattito consiliare e degli incontri nelle scuole. L’art.3 della nostra Costituzione del 1948 deve rimanere il nostro faro e già prevedeva la non discriminazione tra i sessi ma è rimasta a lungo disattesa.
La legge in favore dell’occupazione femminile è solo del 1991 e l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nell’accesso e nelle progressioni di carriera nel mondo del lavoro non è ancora compiuta.
Le donne sono più studiose, più preparate, vincono i concorsi pubblici, oggi sono addirittura arrivate a ricoprire la seconda carica dello Stato con la Presidente Elisabetta Casellati, ma difficilmente arrivano in alto, soprattutto nel privato.
Si è dovuto introdurre l’obbligo della trasmissione on line delle dimissioni da parte del lavoratore e della lavoratrice per contrastare la pratica delle dimissioni in bianco che molte donne sono state costrette a firmare al momento dell’assunzione e che in caso di matrimonio o gravidanza sarebbero state rese esecutive. Sono certa che ogni donna si è sentita rinfacciare almeno una volta nella vita l’assenza per gravidanza o d’aver scelto di diventare madre. Anche in posti non sospetti.
Quindi ben venga questa rinnovata attenzione verso le donne competenti, anche in politica. La legge 46 del 2014 che impone ai Comuni con più di 3000 abitanti, di avere almeno il 40% di donne in giunta è spesso disattesa, con conseguenti ricorsi, ma ancora più spesso aggirata grazie alla nomina di una figlia di, moglie di, sorella di un politico uomo, che ne resta in buona sostanza il burattinaio. Male antico ma sempre attuale. Basta che sia donna. E invece non basta assolutamente. Cominciamo a guardare alle competenze in maniera seria, perche altrimenti non cambierà nulla per le donne in politica. Saremo sempre e solo considerate delle risorse utili a chiudere una lista, nulla più che delle “quote rosa”. Ma anche qui si tratta di un’evoluzione culturale che avrà bisogno di tempo per realizzarsi, nel frattempo sta a noi donne farci rispettare, in tutti i campi.

Delegata alla cultura del comune di Pontecorvo