Arpino tra le 44 città candidate al titolo di ‘Capitale italiana della cultura 2021’. Il presidente Pompeo: ha tutte le carte in regola.

La città di Arpino, con la sua storia, la sua tradizione culturale e il suo indiscusso patrimonio naturalistico-architettonico che la rendono una perla rara nel panorama nazionale, ha tutte le carte in regola per essere eletta ‘Capitale italiana della cultura 2021’. Un riconoscimento di innegabile importanza, oltre che di evidente autorevolezza e pregio, che darebbe lustro non soltanto a uno dei centri più belli della nostra provincia ma all’intero territorio, sul quale potrebbero finalmente accendersi i riflettori che ne esaltano ricchezza e bellezze“.

Così il presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, in merito alla candidatura della città di Arpino tra le 44 italiane in corsa per ottenere il titolo che, quest’anno, è andato a Parma.

Continua Pompeo: “Dall’Acropoli di Civitavecchia con l’unico arco a sesto acuto sopravvissuto nell’area mediterannea alla Torre di Cicerone; dall’antico basolato romano di piazza Municipio al complesso architettonico di Palazzo Boncompagni e al Castello Ladislao, attuale sede della ‘Fondazione Umberto Mastroianni’; dal Convitto nazionale Tulliano ai busti di Caio Mario, Marco Tullio Cicerone e Marco Vipsanio Agrippa: ogni angolo di Arpino è un monumento naturale, storico, culturale e architettonico che celebra la bellezza, la ricchezza e l’imponenza della nostra nazione. Senza dimenticare la quarantennale tradizione del ‘Certamen Ciceronianum Arpinas’ che ogni anno richiama ad Arpino, e in Ciociaria, centinaia di studenti da tutta Europa che proprio qui vengono a onorare la lingua e la tradizione latine. L’importanza sempre crescente di questa manifestazione, che ha attirato su di sé l’attenzione del Presidente della Repubblica e del Parlamento Europeo, è un chiarissimo esempio di come e quanto la Ciociaria sia in grado di rappresentare la personalità storico-letteraria dell’illustre Marco Tullio Cicerone e gli aspetti storico-culturali della tarda repubblica romana. Senza contare che Arpino ha prestato i suoi luoghi e le sue bellezze a tanti registi importanti che qui hanno girato pellicole che hanno fatto la storia del cinema, con attori del calibro di Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Massimo Troisi e Nino Manfredi. Di questa città, del suo valore e della sua rilevanza culturale, ma non solo, si è parlato e si continua a parlare ovunque ed è per questo, per la grande tradizione storica che questo territorio custodisce, che la sua candidatura a ‘Capitale italiana della cultura 2021’ può rappresentare il giusto e doveroso riconoscimento. Non soltanto per Arpino ma per un intero territorio, quale la Ciociaria, che racchiude e custodisce un preziosissimo patrimonio storico-artistico-naturale degno di essere ammirato da ogni cittadino del mondo. Forte è, dunque, il mio auspicio, da presidente della Provincia e da amministratore di questo territorio, che la terra di Cicerone possa ricevere questo autorevole e meritatissimo riconoscimento: l’Amministrazione provinciale, dal canto suo, non può che confermare, sin d’ora, il proprio sostegno ad Arpino, all’Amministrazione comunale e a tutti i suoi abitanti“.