Diocesi Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo: la lettera del Vescovo Antonazzo per la ripresa delle celebrazioni con il popolo

Cari amici,

ringraziamo il Signore per la grazia pasquale del suo Figlio, Cristo speranza nostra (lTm 1,1) che ci libera da ogni male con la potenza della sua Croce per una vita immortale.

Abbiamo accolto con piacevole sorpresa la notizia della firma del Protocollo sottoscritto in data odierna dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal Presidente della Conferenza episcopale Italiana e dal Ministro dell’Interno, concernente la ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo. “Il Protocollo è frutto di una profonda collaborazione e sinergia tra Governo, il Comitato tecnico-scientifico e la Conferenza episcopale italiana, dove ciascuno ha fatto la sua parte con responsabilità” (Card. G. Bassetti ).

 Il nostro pensiero di gratitudine è rivolto al Santo Padre, Papa Francesco, per la cura paterna e per la sollecitudine pastorale con cui sta sostenendo il cammino sofferto della Chiesa italiana e dell’intera Nazione. La preghiera liturgica e l’annuncio della Parola di Dio incarnata nella concretezza della vita quotidiana fatta di eventi, di volti, di nomi, e di storie vissute spesso sul fronte di “guerra” nella lotta contro l’epidemia sono stati per molti, credenti e non, alimento di speranza e motivo di ragionevole consolazione. Sentiamo tutti il sincero bisogno di esprimere, insieme con la filiale riconoscenza, anche l’impegno di sostenere la fatica pastorale del Papa con il ricordo quotidiano della nostra preghiera a sostegno del suo necessario e delicato ministero.

Nei giorni scorsi avevo già provveduto a ringraziare a nome mio personale, a nome dell’intera Diocesi e delle Istituzioni civili del territorio, il Presidente della CEI e la Segreteria Generale della Conferenza episcopale italiana, per la costante vicinanza alla Diocesi, concretizzata anche in aiuti economici per la Caritas diocesana, per le famiglie segnate da gravi ferite economiche, per le parrocchie in difficoltà. Il Protocollo oggi sottoscritto apre uno spiraglio di luce innanzitutto riguardo al graduale superamento della fase più critica dell’epidemia; e riaccende la speranza nella graduale e prudente ripresa della vita ordinaria delle comunità cristiane.

Mentre conserviamo viva la nostra attenzione solidale verso i molti contagiati e il cristiano ricordo per i tanti decessi che purtroppo ancora si contano ogni giorno, non potremo mai dimenticare la testimonianza eroica di chi si è ritrovato in prima linea nel prestare il proprio prezioso contributo per il soccorso dei malati. Continuiamo ancora a pregare per tutti con la recita del Santo Rosario, restando anche collegati con i tanti luoghi d’Italia dai quali la preghiera del mese di maggio viene proposta e guidata.

Ora vorrei rivolgere un particolare pensiero di gratitudine a tutti i carissimi sacerdoti della nostra amata Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. Tra i tanti doveroso attestati di riconoscenza, forse quelli meno menzionati sono proprio i nostri presbiteri, che in modo encomiabile ed esemplare, con creatività pastorale, non si sono risparmiati nell’assicurare una speciale e concreta vicinanza alla gente. Una presenza, quella dei sacerdoti, di consolazione, di incoraggiamento, di carità materiale e di servizio ai più poveri, di catechesi per i ragazzi, di preghiera, soprattutto con la celebrazione in diretta streaming della Santa Messa ben partecipata da molte famiglie, soprattutto da malati e anziani reclusi in isolamento assoluto nelle loro case. A tutti i sacerdoti rivolgo il mio più vivo e cordiale ringraziamento, orgoglioso della loro dedizione sincera, intelligente, appassionata. Soprattutto in questo difficile e complicato periodo hanno riscritto con la loro vita consacrata a Dio e al popolo la pagina del “Buon Pastore”: “Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è  un mercenario e non gli importa delle pecore” (Gv 10, 11-13).

Ringrazio Sua Eccellenza il Prefetto di Frosinone, Dott. Ignazio Portelli per il costante supporto e confronto, tutti i Sindaci per la loro vicinanza alle popolazioni, le istituzioni sanitarie, le forze dell’ordine, le Associazioni di volontariato laico e cattolico e quanti con il Ioro lavoro umile e nascosto ci hanno sostenuto nei giorni più difficili. E non posso non ringraziare tutti i cittadini e i fedeli per la preziosa collaborazione nell’osservanza delle restrizioni imposte dal Governo per il contrasto all’epidemia. Ai giornalisti di tutte le testate locali va riconosciuto il merito di una diffusa opera non solo di preziosa informazione, ma anche di formazione al corretto comportamento dei cittadini.

Adesso tocca a tutti noi: sarebbe un errore gravissimo cadere nella tentazione della superficialità. L’emergenza di fatto non è finita, sta solo rallentando il passo. Mettiamo in pratica tutte le condizioni dettate dal Protocollo che permette la ripresa delle celebrazioni liturgiche: ogni errore potrebbe essere fatale e costarci caro. Continuiamo a dimostrare l’alto senso civico della corresponsabilità che in questi mesi ha contraddistinto tutti, ragazzi, giovani, adulti e anziani, per favorire il più possibile il superamento definitivo dell’emergenza. Invito al buon senso e all’alto senso di responsabilità nell’applicare le regole prescritte per l’accesso alle chiese e per lo svolgimento delle azioni liturgiche.

Profondamente grato per la vostra comprensione, vi benedico di cuore.

                                                             + Gerardo Antonazzo