Guardia di Finanza Frosinone – Celebrato il 246° anniversario dalla fondazione del Corpo. Il bilancio e l’emergenza Covid

Il 23 giugno 2020, presso il Comando Provinciale della Guardia di Frosinone, ha avuto luogo la cerimonia celebrativa del 246° anniversario dalla fondazione del Corpo della Guardia di Finanza.

La cerimonia, nella splendida cornice del Salone di Rappresentanza della caserma “Cap. M.O.V.M. Manlio Zincone”, in considerazione delle limitazioni legate all’emergenza sanitaria da Covid-19, è stata improntata alla massima sobrietà e svolta alla presenza del Comandante Provinciale, Col. Alessandro Gallozzi, dei Comandanti dei Reparti ubicati nella provincia di Frosinone, del delegato dell’organo di rappresentanza militare e di una aliquota di militari in servizio, mentre per i militari in congedo, custodi delle gloriose tradizioni e della storia del Corpo, erano presenti i presidenti delle Sezioni dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia di Frosinone-Alatri, Cassino e Ceprano.

Durante la celebrazione della ricorrenza è stata data lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, dell’ordine del giorno del Comandante Generale e, dopo una breve allocuzione del Col. Alessandro Gallozzi (nella foto) – che profuso parole di stima ed orgoglio per l’operato di tutti i Finanzieri, di ogni ordine e grado, del Comando Provinciale di Frosinone per il lavoro quotidiano svolto, per il senso del dovere e per lo spirito di sacrificio, grazie ai quali la Guardia di Finanza esplica la propria missione di Corpo di polizia economico- finanziaria a tutela dei cittadini onesti e delle imprese sane operanti nella provincia -, della preghiera del Finanziere.

Il Col. Alessandro Gallozzi, in tale contesto, ha altresì espresso il proprio vivo apprezzamento per l’encomiabile e diuturna attività svolta dalla Fiamme Gialle nei primi mesi del corrente anno

A conclusione del suo discorso, non sono mancate le attestazioni di ringraziamento, ammirazione e stima nei confronti del Prefetto di Frosinone, per la saggia ed equilibrata attività di alta direzione e coordinamento delle forze dell’ordine e per la spiccata sensibilità istituzionale, delle Autorità Giudiziarie di Frosinone e Cassino, alle quali ha nuovamente assicurato una continua e massima collaborazione nell’espletamento delle indagini affidate, del Questore e del Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, per la concreta e leale collaborazione sul territorio a tutela della legalità.

per garantire l’osservanza delle misure di contenimento

dell’epidemia da Covid-19 imposte dal Governo e, al contempo, per assicurare la tranquillità a tutti i cittadini, molti dei quali, in varie occasioni, hanno espresso gratitudine e vicinanza ai Finanzieri della provincia per l’impegno e la dedizione con i quali hanno assicurato la

protezione e la salvaguardia della loro vita e di quella dei propri cari.

Come da consuetudine, la ricorrenza dell’anniversario di fondazione del Corpo della Guardia di Finanza costituisce occasione per divulgare e illustrare, seppur sinteticamente, i risultati delle attività svolte dal Comando Provinciale di Frosinone nei vari settori di servizio nell’anno 2019.

BILANCIO OPERATIVO DEL 2019

Evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazioni, illeciti doganali e traffici illeciti di prodotti petroliferi: sono alcuni dei fenomeni più gravi, pericolosi e diffusi sul territorio nazionale su cui si sta concentrando l’attenzione della Guardia di Finanza al fine di contrastare gli effetti distorsivi della concorrenza provocati dalla grande evasione e dalle frodi fiscali, particolarmente dannosi soprattutto nei periodi di crisi.

Un’azione che, nel corso del 2019, si è concretizzata nell’esecuzione di oltre 554 interventi ispettivi, tra controlli e verifiche, e di 102 indagini delegate dall’Autorità Giudiziaria, che hanno portato alla denuncia di 252 soggetti, di cui 7 tratti in arresto, responsabili di reati fiscali principalmente riferibili all’utilizzo di fatture false, all’occultamento delle scritture contabili e all’omessa dichiarazione

Le frodi all’I.V.A. realizzate attraverso le fatture false, note come frodi carosello, con utilizzo di società cartiere o fantasma, che hanno interessato anche il settore della commercializzazione dei prodotti petroliferi, costituiscono un fenomeno difficile da contrastare per le difficoltà connesse alla dimostrazione della inesistenza delle transazioni, a volte anche su scala internazionale, e con tempi talvolta lunghi per raccogliere le fonti di prova.

I sequestri di disponibilità patrimoniali e finanziarie ai responsabili dei reati in materia di imposte dirette ed IVA ammontano a oltre 5 milioni di euro, mentre le proposte di sequestro al vaglio delle competenti Autorità Giudiziarie ammontano ad oltre 381 milioni di euro.

Sono state individuate 3 situazioni di evasione fiscale internazionale, riconducibili a stabili organizzazioni occulte, estero-vestizioni della residenza fiscale e illecita detenzione di capitali all’estero.

Particolare attenzione, inoltre, è stata rivolta alle frodi carosello: nel corso di 9 operazioni, sono state scoperte 50 società “cartiere” o “fantasma”, utilizzate per evadere l’I.V.A..

In tale contesto, sono state condotte numerose attività di servizio, tra le quali si menziona, a mero titolo esemplificativo, l’operazione “Energy”, eseguita nei confronti di una stabile organizzazione in Italia di una società di diritto ungherese, costituita a Budapest (Ungheria) da un cittadino italiano, rivelatasi cartiera, che formalmente commercializzava prodotti petroliferi su tutto il territorio nazionale, con compito esclusivo di generare cartolarmente movimentazioni di prodotti petroliferi attraverso l’emissione di fatture relative ad operazioni soggettivamente inesistenti, omettendo di adempiere agli obblighi dichiarativi fiscali.

L’articolato schema criminoso, condotto attraverso plurime condotte illecite, consentiva ai numerosi clienti della società cartiera di acquistare il prodotto petrolifero ad un prezzo concorrenziale – più basso rispetto a quello normalmente praticato -, con effetti distorsivi sulle corrette regole di mercato, e di generare un profitto illecito all’organizzatore della frode fiscale, quantificato in oltre 15 milioni di euro.

Al termine della verifica fiscale veniva quantificata un’IVA evasa per oltre 100 milioni di euro, determinata dall’emissione e dall’utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti per oltre 471 milioni di euro, mentre nei confronti della persona beneficiaria della frode veniva proposto all’Agenzia delle Entrate il recupero a tassazione dei proventi illeciti per un ammontare di oltre 15 milioni di euro; inoltre, venivano denunciati alla competente Autorità Giudiziaria 3 persone responsabili della commissione di reati tributari.

L’azione di contrasto all’economia sommersa ha consentito di individuare 134 evasori totali, vale a dire soggetti economici sconosciuti al Fisco, i quali hanno complessivamente realizzato un’evasione fiscale per oltre 86 milioni di IVA in conseguenza dell’omessa dichiarazione dei corrispettivi percepiti. Inoltre, sono stati verbalizzati 83 datori di lavoro per aver impiegato 353 lavoratori in “nero” o irregolari.

Ammontano, invece, a 67 gli interventi svolti nel settore delle accise, al fine di contrastare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte sul territorio nazionale mediante servizi di prevenzione lungo le rotabili maggiormente interessate dai traffici illeciti e presso i luoghi di commercializzazione dei prodotti, nonché, nei casi più gravi, attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria volte a neutralizzare l’operatività delle organizzazioni criminali, anche di carattere transnazionale, operanti nel settore.

Complessivamente, sono stati sequestrati 105.000 chilogrammi di prodotti energetici, cui si aggiunge un consumato in frode di oltre 9.750 chilogrammi e alla quantificazione di tributi evasi per 105.000 euro.

Nel settore del gioco illegale ed irregolare, sono stati eseguiti 60 controlli, riscontrando 9 violazioni. Inoltre, sono state concluse 5 indagini di polizia giudiziaria.

Nel comparto del contrasto agli illeciti nel settore della tutela alla spesa pubblica, l’azione della Guardia di Finanza di Frosinone, attraverso l’esecuzione di ben 10 piani operativi, è stata finalizzata a individuare quelle condotte che, mettendo a rischio la legalità e la trasparenza che devono connotare l’azione della Pubblica Amministrazione, pregiudicano la corretta allocazione delle risorse legalità e la correttezza nella Pubblica Amministrazione, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni.

Un settore strategico per il Paese, in quanto il corretto impiego dei fondi pubblici sostiene il tessuto economico nazionale, consente di affrontare le condizioni di disagio in cui possono trovarsi i cittadini e le famiglie, contribuisce a sostenere l’esborso complessivo dello Stato e si traduce, in ultima analisi, in un miglioramento complessivo della qualità della spesa, permettendo che essa possa conseguire gli obiettivi cui tende: benessere, crescita e sviluppo.

CONTRASTO AGLI ILLECITI NEL SETTORE DELLA TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA

In questa prospettiva, l’azione dei Reparti della Guardia di Finanza a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, è stata svolta attraverso l’esecuzione di 215 interventi, comprensivi di 34 deleghe in collaborazione con la Magistratura ordinaria e di 8 deleghe svolte con la Corte dei Conti.

Le frodi scoperte dai Reparti in danno del bilancio nazionale e comunitario ammontano ad oltre 500 mila euro, mentre 172 sono gli interventi nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, nel corso dei quali sono stati denunciate 73 persone.

Con riferimento agli strumenti finanziari della Polita Agricola Comune sono stati eseguiti 6 interventi, che hanno consentito di scoprire una indebita percezione di erogazioni pubbliche per un ammontare di circa 200 mila euro, con conseguente denuncia di un responsabile alla competente Autorità Giudiziaria.

In materia di prestazioni sociali agevolate, consistenti in benefici corrisposti da enti pubblici a favore delle persone più bisognose, sono stati eseguiti 118 controlli, 54 dei quali conclusi con esito irregolare, pari al 46% degli interventi, con conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria.

In tale ambito, nel corso di 61 interventi, sono state controllate 113 persone in materia di percezione del Reddito di Cittadinanza – relativamente al quale la Guardia di Finanza ha realizzato uno specifico piano operativo volto al contrasto dei fenomeni di illecita apprensione del beneficio a tutela di coloro che hanno reale necessità di usufruire del beneficio -: al riguardo, sono state individuate 39 persone, delle quali 37 denunciate alla competente Autorità Giudiziaria e 2 segnalate amministrativamente al competente Ente erogante, che in maniera illecita hanno percepito la misura di sostegno reddituale per un ammontare di oltre 154.000 euro.

In tale contesto, spicca la particolare operazione di servizio che consentiva di individuare una persona, percettrice della pensione integrativa di cittadinanza, la quale, tuttavia, risultava legale rappresentante di ben 9 società e titolare delle quote di maggioranza, del valore di circa 90.000 euro, di altre 7 società, tutte ubicate in Roma.

Inoltre, nell’ambito dei paini operativi finalizzati alla tutela della regolarità della spesa sanitaria, sono stati effettuati 23 controlli in materia di ticket sanitario, tutti conclusi con esito irregolare.

Passando, più in generale, al settore della tutela della legalità nella Pubblica Amministrazione, sono state denunciate 9 persone per reati in materia di appalti, corruzione e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione: in particolare, il valore degli appalti nei quali sono state riscontrate irregolarità ammonta ad oltre 6 milioni di euro su un valore totale di gare controllate di circa 7 milioni di euro, pari al 90% di irregolarità nell’aggiudicazione delle gare oggetto di indagine. In tale ambito, si segnala la collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione, su cui delega sono stati effettuati controlli in materia di contrattualistica pubblica e accertamenti anticorruzione e trasparenza.

E’ importante sottolineare, a fattor comune, come un sicuro indice dell’incisività dell’azione investigativa sia rappresentato dai sequestri: in tale ambito, nel corso delle attività svolte a tutela della spesa pubblica, sono stati eseguiti provvedimenti ablatori per un importo complessivo di oltre 47 milioni euro e sono state avanzate proposte di sequestro per un importo di circa 470 mila euro.

Le determinazioni dell’Autorità Giudiziaria che ha accolto le proposte di misure cautelari reali avanzate dai Reparti costituiscono, infatti, la concreta misura della possibilità per lo Stato di causati dai fenomeni di illegalità vedere ristorati i danni dai fenomeni di illegalità, frode, malaffare e cattiva gestione.

Sempre nell’ambito del contrasto delle inefficienze e degli sprechi nella Pubblica Amministrazione, sono stati accertati danni erariali per oltre 3 milioni di euro, in conseguenza dei quali sono state segnalate alla Corte dei Conti 37 persone, con proposte di sequestro di beni per circa 1 milione di euro.

La strategia perseguita dalla Guardia di Finanza mira al contrasto di ogni forma di infiltrazione e degli interessi finanziari, economici e imprenditoriali della criminalità organizzata ed economico-finanziaria, attività di rilevanza assoluta nello scenario che va a profilarsi, contraddistinto dall’urgente necessità di tutelare la sicurezza economico finanziaria a salvaguardia del “sistema Paese” nella delicata fase post emergenza.

In quest’ottica, si è proseguito nell’opera di rafforzamento dello sviluppo degli accertamenti patrimoniali in applicazione della normativa antimafia, anche nei confronti di soggetti connotati da “pericolosità economico-finanziaria”, e il monitoraggio delle diverse manifestazioni della criminalità nel territorio di riferimento, includendo la c.d. “area grigia”, rappresentata da soggetti che, pur non organici alle consorterie, si propongono quali facilitatori della penetrazione criminale nel tessuto socio/economico.

L’azione volta alla prevenzione e repressione del riciclaggio dei capitali illeciti per impedirne l’introduzione nel tessuto economico-finanziario sano del Paese, nonché per intercettare possibili pratiche di finanziamento del terrorismo, si è fondata e continuerà sempre più a basarsi in futuro, sul piano repressivo, nell’esecuzione di mirate indagini di polizia giudiziaria e sul piano preventivo, nell’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai soggetti obbligati ai sensi della normativa antiriciclaggio.

È stata, tra l’altro, conferita priorità all’analisi di quei contesti legati alla fase emergenziale e post emergenziale, che vengono delegati con immediatezza ai Reparti competenti per i conseguenti sviluppi operativi, in relazione alla possibile connessione con tentativi di infiltrazione della criminalità nel sistema economico, alle pratiche speculative sui prezzi dei dispositivi medici di protezione individuale o alle procedure di approvvigionamento di materiale medico, nonché, in prospettiva, con l’utilizzazione delle provvidenze che saranno poste a disposizione di cittadini e imprese per superare la contingente crisi economica.

Altra importante direttrice, anche in prospettiva futura, dell’azione della Guardia di Finanza per il contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo è rappresentata dalla massima valorizzazione delle informazioni acquisite nel corso del controllo economico del territorio.

Sempre allo scopo di garantire la tutela della trasparenza e della legalità del sistema economico imprenditoriale, ulteriore priorità del Corpo continuerà ad essere quella di reprimere i reati fallimentari, societari e bancari, nonché i fenomeni usurari e di abusivismo bancario e finanziario, per salvaguardare i risparmiatori da offerte di soluzioni d’investimento non sicure.

Nel comparto della lotta alla criminalità organizzata ed economico-finanziaria, le attività investigative del Comando Provinciale di Frosinone sono state orientate verso contesti che, sulla base di una preventiva analisi delle fenomenologie illecite presenti nella realtà territoriale ciociara, risultano connotati da concreti e immediati profili di rischio.

CONTRASTO ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA ED ECONOMICO-FINANZIARIA

In tale ambito, sono stati sviluppati gli accertamenti patrimoniali ed è proseguito il monitoraggio delle diverse manifestazioni della criminalità insistenti sul territorio della provincia, con l’esecuzione di 13 accertamenti nei confronti di 214 soggetti, persone fisiche e giuridiche, in relazione alle quali sono state avanzate proposte di sequestro per oltre 17 milioni di euro e sequestrati beni per oltre 6,5 milioni di euro.

In tema di misure di prevenzione, inoltre, ai sensi del Codice Antimafia, sono state avanzate proposte di sequestro per oltre 17 milioni di euro ed eseguiti provvedimenti di confisca in via definitiva di beni per un valore di oltre 6,5 milioni di euro, anche conseguenti allo svolgimento di accertamenti nei confronti di soggetti connotati da c.d. “pericolosità economico-finanziaria” ovvero coloro che, per condotta e tenore di vita, debbano ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni genere di attività delittuosa, in particolare di natura tributaria, societaria, fallimentare, ecc..

Al riguardo, si segnala il recente provvedimento di interdittiva antimafia emesso dal Prefetto di Frosinone nei confronti di una società avente sede nella provincia di Frosinone all’esito degli accertamenti svolti dal Gruppo Interforze Antimafia, composto da rappresentanti territoriali delle Forze di Polizia e del Centro Operativo della DIA.

Con particolare riguardo al campo dei reati fallimentari sono stati denunciate 25 persone, di cui una tratta in arresto, e sono state avanzate proposte di sequestro per oltre 700 mila euro.

Tra le attività del Corpo svolte nel 2019 a tutela del mercato dei beni e dei servizi si pongono quelle – convergenti su 3 piani operativi – a contrasto dei fenomeni di contraffazione di marchi registrati, usurpazione di indicazioni di origine e qualità delle merci, false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti, nonché delle violazioni alla normativa sul diritto d’autore.

In tale ambito, i Reparti operativi hanno effettuato 64 interventi, sottoponendo a sequestro oltre 336 mila prodotti contraffatti e/o non sicuri e segnalando all’Autorità Giudiziaria 30 persone.

Infine, è proseguita incessantemente la collaborazione istituzionale con l’Autorità Prefettizia, fulcro del sistema di prevenzione antimafia in ambito provinciale, nel cui ambito sono stati eseguiti oltre 300 accertamenti, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.

riciclaggio di denaro, l’azione volta ad impedire l’introduzione di capitali illeciti nel tessuto economico-finanziario sano del Paese ha consentito di denunciare alla competente Autorità Giudiziaria 81 soggetti, di cui 9 in stato di arresto, per un riciclaggio ed autoriciclaggio complessivamente accertato di oltre 28 milioni di euro. In tale ambito, inoltre, sono state avanzate proposte di sequestro per circa 243 milioni di euro ed eseguiti sequestri per oltre

contrasto del 600.000 euro.

CONTROLLO DEL TERRITORIO

Nel comparto del controllo economico del territorio per il contrasto ai traffici illeciti è predisposto dal Comando Provinciale di Frosinone, volto al presidio di strade e aree urbane per la ricerca di fenomeni di sommerso d’azienda e di lavoro, nonché per la prevenzione del contrasto di tutte le tipologie di traffici illeciti.

concreta sinergia operativa che ha consentito di portare a termine varie operazioni, tra le quali va menzionata quella convenzionalmente denominata “Welcome to Italy”, effettuata in collaborazione con la Questura di Frosinone, che ha consentito di individuare numerosi comportamenti illeciti nella gestione dell’accoglienza dei rifugiati, sia nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) che in quello dei Centri di Accoglienza Straordinari (CAS), oppure l’operazione “Titanium”, condotta in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, che ha consentito di disarticolare un’articolata associazione per delinquere, operante su tutto il territorio nazionale e all’estero, dedita prevalentemente alla contraffazione e sofisticazione di prodotti alimentari, alla successiva commercializzazione, alle truffe a danno di istituti di credito primari nonché al riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti.

In ultimo, particolarmente incisiva è stata l’attività a contrasto dei traffici di sostanze stupefacenti, nel cui ambito sono state denunciate 57 persone, di cui 22 tratte in arresto, e sequestrati oltre 20 kg. di droga.

BILANCIO OPERATIVO NELLO STATO DI EMERGENZA DA COVID-19

A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 il Corpo ha rivolto la propria azione contro gli illeciti economico-finanziari che, nel particolare momento che sta vivendo il Paese, destano maggiore preoccupazione: usura, riciclaggio, truffe e frodi in danno della popolazione, anche on line, pratiche commerciali scorrette e pericolose per i consumatori, manovre distorsive sui prezzi, indebite percezioni di risorse pubbliche, reati contro la Pubblica Amministrazione, frodi nelle pubbliche forniture e, più in generale, violazioni al Codice degli appalti.

Con riguardo al contrasto all’infiltrazione della Criminalità Organizzata nel tessuto economico del paese, nei primi cinque mesi del 2020 sono stati svolti accertamenti patrimoniali nei confronti di 146 soggetti, con riferimento ai quali sono state avanzate richieste di sequestro di beni per un valore di circa 6,5 milioni di euro.

Incessantemente è continuata la collaborazione istituzionale con le Autorità Prefettizie, attraverso l’esecuzione di 108 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, la maggior parte dei quali riferite alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.

Sul fronte della tutela del mercato dei capitali, nel medesimo arco temporale le attività sono state svolte in linea con l’evoluzione del contesto esterno, riservando prioritaria attenzione alle condotte più marcatamente illegali e fraudolente.

L’impegno profuso in tale comparto operativo si è, in particolare, concretizzato con l’esecuzione di 2 controlli in materia di riciclaggio ed autoriciclaggio e con la denuncia a piede libero di un responsabile, per un riciclaggio accertato pari a circa 1 milione di euro. stato attuato attraverso un piano di interventi.

 

Inoltre, la crisi sanitaria connessa al Covid-19 ha visto la Guardia di Finanza di Frosinone fortemente impegnata nelle attività a tutela dei consumatori, principalmente volte a contrastare le fattispecie fraudolente riferite, da un lato, all’illecita commercializzazione di dispositivi di protezione individuale e beni utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica e, dall’altro, a condotte ingannevoli e truffaldine.

Nei primi mesi del 2020, nel contesto emergenziale sanitario in atto, il Comando Provinciale di Frosinone ha effettuato numerosi controlli a tutela dei cittadini e della salute pubblica nei confronti di imprese che commercializzano dispositivi di protezione individuale e prodotti per la sanificazione, nel cui ambito sono stati sottoposti a sequestro, nel corso di distinte operazioni di servizio, 1 milione 200 mila mascherine protettive recanti false indicazioni e/o marchio contraffatto, tali da indurre in errore l’ignaro acquirente.

In particolare, con l’operazione di servizio “The Mask”, sono state sottoposte a sequestro oltre un milione di mascherine, pubblicizzate e commercializzate all’interno di numerosi punti vendita di una catena di negozi quale mascherina protettiva “FFP1” il cui imballaggio, a seguito di specifici accertamenti eseguiti, risultava riportare il marchio CE avente caratteristiche non rispondenti agli standard normativi.

Nel complesso, durante l’emergenza epidemiologia da COVID-19, la Guardia di Finanza di Frosinone, unitamente alle altre Forze di Polizia, ha assicurato l’attuazione delle misure di contenimento del contagio attraverso l’impiego giornaliero di circa 40 uomini, mettendo in campo, allo stato, 2.670 uomini e 1.200 mezzi.

In tale contesto, sono state controllate 5.224 persone, di cui 42 denunciate per inottemperanza alle iniziali disposizioni governative – successivamente depenalizzate -, 12 denunciate per falsa attestazione o dichiarazione a Pubblico Ufficiale e 133 sanzionate amministrativamente; sono state controllate 382 attività ed esercizi commerciali, in relazione alle quali 2 persone, titolari di attività commerciali, sono stati denunciati, mentre altri 15 sono stati sanzionati amministrativamente, e sono stati eseguiti 4 provvedimenti di chiusura di attività.

A richiesta della Prefettura di Frosinone, infine, sono stati eseguiti specifici accertamenti nei confronti di 114 attività commerciali che avevano effettuato richiesta di apertura in deroga alle disposizioni di chiusura imposti dal Governo con le misure di contrasto al diffondersi del virus da Covid-19.