La Lettura – Fernanda Pivano: Poesia degli ultimi americani

Quello con la letteratura americana è stato un legame caratterizzante tutta la vita di Fernanda Pivano: dall’iniziazione ai primi romanzi di Oltreoceano, avvenuta grazie a Cesare Pavese, suo insegnante ai tempi del liceo; passando per la laurea in Lettere con una tesi su Moby Dick di Melville, l’attività di traduzione dell’Antologia di Spoon River di E. L. Masters e l’amicizia con Hemingway; fino alla scoperta di autori americani che altrimenti nel nostro Paese sarebbero arrivati con molti anni di ritardo. Durante i suoi primi viaggi in America a metà degli anni ’50, Fernanda Pivano entra in contatto con gli scrittori della beat generation, Allen Ginsberg e Jack Kerouac su tutti, e diventa la divulgatrice “ufficiale” del movimento beat in Italia, affascinata dalla potenza evocativa delle loro opere. Le poesie di questa raccolta, in particolar modo, riflettono i dubbi e i moti di protesta di una generazione spaventata dalla guerra e dalla corsa agli armamenti nucleari (la celebre Bomb di Gregory Corso), dal conservatorismo di stampo autoritario in quelli che erano gli anni del Maccartismo, dalle discriminazioni razziali e di genere. Con Poesia degli ultimi Americani, la Pivano ci introduce in un viaggio fisico e spirituale, che partendo dalla Costa Ovest degli Stati Uniti arriva a percorrere l’intero globo fino a raggiungere il cuore dell’umanità; il viaggio come metafora del dissenso e dell’aspirazione alla libertà, imprescindibili in qualsiasi civiltà che rifiuti l’omologazione di massa e la repressione delle idee.