La Lettura – Il colibrì di Sandro Veronesi

“Tu sei un colibrì perché come il colibrì metti tutta la tua energia nel restare fermo. Settanta battiti d’ali al secondo per rimanere dove già sei. Riesci a fermarti nel mondo e nel tempo, riesci a fermare il mondo e il tempo intorno a te, certe volte riesci addirittura a risalirlo, il tempo, e a ritrovare quello perduto l, così come il colibrì è capace di volare all’indietro”.

è Marco Carrera, figlio della borghesia fiorentina, medico specializzato in oftalmologia, così soprannominato dalla madre perché, da ragazzino, la sua corporatura e la sua altezza erano di molto inferiori alla media dei suoi coetanei. Attraverso l’alternanza di piani temporali, inventari, lettere, messaggi whatsapp, email, viene raccontata la sua vita; apparentemente una vita come tante altre ma, a suo modo, diversa da tutte le altre. Una vita segnata da dolori e lutti, ferite difficilmente rimarginabili e solcata da un unico grande amore, mai consumato, fatto di innumerevoli addii e ancor più innumerevoli ritorni. Marco Carrera è il colibrì che, grazie al suo apparente immobilismo, riesce a resistere a qualunque urto emotivo, tiro mancino e crudeltà che la vita gli propone, a trovare la forza per rimanere saldo nonostante il terremoto. Perché, come scriverà lui stesso alla sua amata Luisa, “ci vogliono coraggio ed energia anche per stare fermi”.

Vincitore del Premio Strega 2020, il romanzo di Sandro Veronesi è un formidabile inno alla resistenza, una storia struggente che non difetta di leggerezza, e che ci invita a riflettere su quello che è un grande dogma del nostro tempo: il cambiamento.