La Lettura- Vita Nova di Dante Alighieri

Libro della “memoria” e prima opera di incontestata paternità, la Vita Nuova è la narrazione poetica, secondo i canoni del “dolce stil novo”, dell’amore di Dante Alighieri per Beatrice: un amore cortese, platonico, fatto di sguardi e di desiderio, di occhiate furtive e saluti abbozzati. In 31 liriche intercalate da pagine di prosa, la Vita Nuova racconta i momenti fondamentali di un’esperienza che, nell’esaltazione della donna amata, assume via via un valore simbolico di progressiva elevazione spirituale. Un vero e proprio “romanzo autobiografico”, forse il primo in assoluto della letteratura italiana, che non smette di sorprendere e affascinare: per ciò che rivela e per ciò che nasconde, per il rapporto continuo tra finzione e realtà, per l’alternanza prosa/poesia attraverso la quale Dante racconta la storia del proprio amore per Beatrice e nel contempo sconvolge ogni convenzione, fondando una teoria dei sentimenti che è anche una filosofia. E stupisce per il finale aperto che promette, riconoscendo un limite solo momentaneo, di giungere ad una capacità lirica ancora più alta, più cristallina e dignitosa, al pari dell’oggetto di cui ancora tratterà: “io spero di dire di lei quello che mai non fue detto d’alcuna”. Mirabile presagio della consacrazione che avverrà poi grazie ai versi della Commedia. “E lo spirito mio, che già cotanto/tempo era stato ch’a la sua presenza/non era di stupor, tremando, affranto,/sanza de li occhi aver più conoscenza,/per occulta virtù che da lei mosse,/d’antico amor sentì la gran potenza.”(Purgatorio, canto XXX).