Pontecorvo – Pop, “Rischi prevedibili. Rivedere il progetto di San Paride”

Ogni anno accade che alcune zone di Pontecorvo siano colpite dalle fiamme.  San Paride è tra queste zone e proprio li si vorrebbe costruire l’isola ecologica, con alcuni pareri tecnico logistici e vincoli paesaggistici contrari. 

“Da anni si sentono, da una parte politica, accuse ai cittadini che danno evidenza dei rischi e delle criticità legate al progetto Isola Ecologica. Questi cittadini sono stati additati, da certi politici come coloro che frenano i lavori e il progresso! Ma di quale progresso parliamo?” con queste parole Davide Luzzi inizia il suo intervento sulla questione e continua

“Mi sembra abbastanza chiaro che si stia sottovalutando il potenziale rischio ambientale nel progetto di San Paride, senza entrare nel merito delle chiare criticità logistiche derivanti dalla posizione eccessivamente decentrata rispetto alla città unita alle criticità documentate per l’accesso di camion.

Spero che si abbia l’accortezza, unita a una buona dose umiltà di ammettere l’evidenza.

Per adesso dobbiamo ringraziare gli ambientalisti e i cittadini che hanno ostacolato un’opera che, a ben vedere, avrebbe potuto oggi rappresentare un ulteriore rischio ambientale.

Noi, raccogliendo la documentazione e le istanze del territorio, continueremo a dare evidenza dei rischi di questo progetto di Isola Ecologica iniziato in presenza di vincoli e criticità che, ancora oggi, non sono stati superati né affrontati nella sostanza.

Non è mai stata una buona idea quella di costruire un’isola ecologica a San Paride e gli incendi di questi giorni danno ancora più evidenza di quanto possa essere rischioso accumulare rifiuti in una zona boschiva con alto rischio di incendi.

Il mio appello, a sostegno dei cittadini che in questi anni hanno avuto la forza di controbattere e ostacolare questo progetto, si rivolge a tutti i rappresentanti presenti in Consiglio Comunale, affinché ci si opponga con fermezza alla costruzione dell’isola ecologica in località San Paride cercando soluzioni e siti migliori sia sotto il profilo del rischio ambientale che sotto il profilo logistico – gestionale.”