Colfelice – Saf, risolto il caso dello Zinco: l’impianto torna alla piena funzionalità

L’anno nuovo riporta la piena operatività allo stabilimento Saf di Colfelice. È stato finalmente risolto il caso dei livelli di zinco anomali che avevano costretto al blocco dei conferimenti in discarica degli scarti della lavorazione in via precauzionale dal mese di Ottobre del 2021. Quindi stop anche all’accordo con la Puglia che durante il mese di dicembre si era reso necessario per garantire alcune fasi della lavorazione del rifiuto provinciale. Si tratta della seconda buona notizia nel giro di una settimana dalla Società Ambiente Frosinone che nei giorni scorsi aveva annunciato la riduzione della tariffa dell’organico da 140 a 130 €/t. Il nuovo anno si apre all’insegna della ripresa totale della lavorazione dell’indifferenziato. 

La soluzione del caso è arrivata grazie al lavoro svolto della task force voluta fortemente dalla governance aziendale. Il gruppo di lavoro composto da docenti universitari ed esperti di fama nazionale nell’esame dei materiali, ha dato corso ad una approfondita campagna di indagine, campionamento e monitoraggio dei metalli presenti nello stabilimento. La mission è stata quella di verificare tutte le possibili cause che hanno comportato l’individuazione di livelli anomali di zinco. A tale scopo sono stati condotti esami sul rifiuto in ingresso nell’impianto, sulle varie fasi di lavorazione, sul prodotto finito, sull’impianto stesso al fine di ottenere risultati attendibili al di là di ogni ragionevole dubbio.

Il coordinamento scientifico ha costantemente informato tutti gli enti interessati circa gli esiti, anche intermedi e parziali, di tutta l’attività svolta, comunicandolo agli organi regionali e provinciali. Le risultanze delle indagini danno come ipotesi più accreditata un’immissione anomala ed occasionale all’interno del rifiuto indifferenziato. Infatti, mai nel passato si era rinvenuta presenza del metallo in misura superiore ai limiti previsti dalle norme. Immissione che probabilmente ha avuto origine con la contestuale gestione della emergenza in provincia di Latina, verificatasi nei mesi a cavallo tra luglio ed agosto 2021, unita alle altre normali attività che Saf svolge a favore dei comuni. 

Gli esperti ribadiscono che “ammesso che vi sia stato, sembra essere un fenomeno occasionale” poiché le analisi condotte all’interno dello stabilimento hanno stabilito che non c’è produzione di zinco nell’impianto nè sono state rinvenute altre fonti di zinco all’interno dello stabilimento stesso.  Se ne deduce che lo zinco possa solo essere arrivato dall’esterno.

A questo punto Saf ha avviato le procedure per la ripresa a pieno regime di tutte le sue attività.

“Siamo soddisfatti – dichiara il presidente Lucio Migliorelli – perché la task force ha confermato la bontà e la qualità del nostro lavoro. Ciò che è più importante per i cittadini è che a questo punto possiamo tornare a lavorare in totale sicurezza, evitando l’utilizzo di impianti fuori regione costosi in termini sia economici che di impatto ambientale. Il rientro alla normalità ci consentirà anche di imprimere una accelerazione all’implementazione del piano industriale e dei relativi investimenti che Saf ha programmato su tutto il territorio provinciale. La fabbrica dei materiali e il nuovo impianto per la gestione del rifiuto organico sono in attesa di ricevere le relative autorizzazioni necessarie alla loro realizzazione che consentiranno ottimizzazione ambientale del ciclo, riduzione dei costi e delle relative tariffe di accesso oltre che a cospicui investimenti economici sui territori di riferimento. Colgo, infine l’occasione, per augurare a tutta la comunità provinciale un sereno e felice 2022”.