L’IMBARAZZO DELLA SCELTA

di Luigi Sparagna 

La rubrica “il commento” di Interno 28 offre l’occasione di esprimere un parere sui temi e sulle situazioni che quotidianamente viviamo. Pur volendo rimanere distante dalla critica, preferendo invece poter esprimere soddisfazione, troppo spesso si è come calamitati nel ruolo di censore che in tutta verità non sento come un vestito comodo. Faccio uno sforzo quindi per essere quanto più possibile inattaccabile dalla moda in voga anche nelle più blasonate sedi giornalistiche e opinioniste, che della critica, della condanna, del disfattismo, quanto più possibile urlato, fanno vera e propria dottrina. A volte però non si può proprio non esprimere quantomeno la sorpresa, ovviamente in negativo, per come vanno le cose. C’è veramente l’imbarazzo della scelta nel portare l’attenzione a quanto di negativo e incomprensibile si para innanzi ai nostri occhi. Da dove cominciare? Magari si può cominciare da Milano, dove la notte dell’ultimo dell’anno, pur a fronte di una ordinanza del Sindaco che vietava assembramenti (così pare), una moltitudine di gente si è riversata in Piazza Duomo e alcuni si sono abbandonati a violenze sessuali di gruppo e reati predatori di vario genere, ma le grida delle vittime, si sono disperse nel gran vociare e urlare festaiolo, che ha nascosto all’attento vigilare delle forze dell’ordine che circondavano il luogo per garantire sicurezza, l’orrore in corso. Dubito che vi sia stata un’ordinanza sindacale come sopra detto, altrimenti è inspiegabile l’invasione dei festanti, che dovevano essere allontanati non appena si affacciavano alle vie di accesso nella piazza. Ci sarà stata pure nelle competenti sedi una programmazione dei servizi di sicurezza da approntare per garantire l’ordine pubblico, e sicuramente sarà stato previsto almeno un turno di autorità di PS pronte a intervenire per le emergenze. Se ciò non è stato equivale a carenza e se ciò è stato, non ha evidentemente funzionato, col risultato che si deve registrare una carenza ancor più grave; la mancata tutela delle persone offese e l’ordine pubblico andato alle ortiche. Il Questore commenta al TG come se la cosa non lo riguardasse, come se non fosse sua la responsabilità tecnica della pubblica sicurezza e dell’ordine pubblico. C’è da capirlo, abituati come in occasione dei Rave Party a bonari atteggiamenti per mettere pezze a colori alla inefficace attività informativa sul territorio (ce ne vuole per non accorgersi dell’arrivo di migliaia di persone se non quando si sparano in aria migliaia di watt musicali), coerentemente tutto ciò che offende il vivere civile non è più un insuccesso personale, un insuccesso dell’istituzione preposta, è un evento di cui si è testimoni al pari di altri che non hanno compiti e responsabilità specifiche. Individuare i responsabili nulla toglie e aggiunge al fallimento dei roboanti Comitati, Organi, Autorità. Mentre si chiedevano le dimissioni del Ministro dell’Interno per un Rave Party, per i fatti di Piazza Duomo a Milano, manco quelle del Questore o del Capo del Commissariato di zona. Una volta, testimonianza i film dell’epoca, il responsabile sarebbe stato minacciato di andare a dirigere il traffico in periferia o addirittura essere trasferito nelle zone più impervie della Sardegna. In fondo questo evento è poca cosa rispetto al gran lavoro che le forze politiche stanno svolgendo in vista delle elezioni del Presidente della Repubblica. E’ questo il vero e serio palcoscenico dell’attuale classe politica. Chi scegliere dopo Mattarella? Di sicuro ci vuole una personalità di spicco, se non uno statista almeno un uomo capace di essere il garante della Costituzione e di esercitare il suo ruolo di alta vigilanza e indirizzo dell’azione di Governo nonché massima autorità della Magistratura e delle Forze Armate. Nessuno ancora si sbilancia molto, a parte la ricorrente proposta buttata lì di traslocare Draghi al Quirinale. L’espressione traslocare non è mia ma è stata così diffusa nei TG. L’idea del trasloco è meravigliosa, immagino Draghi ancora assiso alla sua poltrona, trasportato a braccia sullo scalone d’onore del Quirinale da Corazzieri comandati di servizio, per fargli salire le scale fino allo studio Presidenziale, e togliersi dalle scatole per mettere al suo posto un altro capo del governo, perché e lì, nel governo, che si esercita quel potere, si infittiscono gli inciuci che aprono le porte alla circolazione di molto denaro (alcune volte scrivo con la minuscola organi che andrebbero scritti con la maiuscola, ma meritandola). Solo un nome aleggia nell’aria con una apparente insistenza, ed è quello di Berlusconi. Mi piacerebbe veramente tanto poter scrivere un commento su qualcosa che merita giudizi positivi, di ammirazione, come credo e sono convinto di poter esprimere per esempio nei confronti del Dott. Bassetti, infettivologo che si sforza quotidianamente per illuminarci sulla reale situazione della pandemia da Covid e sue varianti. Non voglio neppure targarmi politicamente, ma Berlusconi al Quirinale non si può proprio sentire. Uno che per i giardini del Quirinale si aggirerebbe con tanto di bandana e chitarra strimpellando canzuncelle e qui mi fermo. Statista? Garante? Col suo passato si aprirebbe per il nostro Paese certamente una nuova stagione, ma teatralestile Ambra jovinelli (con tutto il rispetto per la vera arte di tal blasonato teatro) che ne ridurrebbe a brandelli il sipario. Il peggio del peggio è che la scelta dello statista, dell’uomo del dopo Mattarella, è nelle decisioni e accordi di politici che da tempo è chiaro che hanno perso la bussola, semmai ne hanno avuta una. Un tempo, dove pescavi pescavi nel sacco, come per i numeri della tombola, uscivano nomi di parlamentari degni del titolo di onorevole, oggi la situazione è veramente drammatica. Bisogna seguire a mio avviso Papa Bergoglio quando dice che solo nella preghiera troveremo il nostro futuro. Ecco, c’è solo l’imbarazzo della scelta, non sul nome del candidato Presidente, ma su ciò che di pessimo, inefficiente, deplorevole siamo costretti a sopportare dovunque andiamo a ficcare il naso. Olezzo e null’altro. E’ ora di affidarci alla preghiera, e per chi non crede agli scongiuri. Ma il Covid di che partito è? Non fa mai vittime…….onorevoli ? Mah ?