Andrea De Zorzi, POP Pontecorvo, interviene sul progetto “Nuoto in Cartella”.

 

“In rappresentanza dei tanti genitori di figli frequentanti il Secondo Istituto Comprensivo, devo esprimere un forte rammarico in relazione alla mancata realizzazione del progetto extra-scolastico “Nuoto in Cartella”. Un progetto in cui bambini dal terzo anno dell’Infanzia alla 4 classe della Primaria, avrebbero potuto frequentare, in orario scolastico, un corso di nuoto specifico, con impatti positivi sulla socialità e, ovviamente, quelli relativi al meraviglioso sport che è il nuoto.

Preciso che sono quasi venti anni che il progetto è realizzato dal Secondo Istituto Comprensivo e che ha sempre visto una partecipazione altissima da parte dei bambini.

Dopo due anni di stop forzato, dovuto alle restrizioni Covid, finalmente il progetto poteva ripartire ma con sgomento siamo venuti a conoscenza che il costo del progetto, per noi genitori, aveva subito un aumento di quasi il 150% rispetto all’ultimo anno in cui si è svolto.

Molti erano portati a pensare che l’aumento fosse dovuto alle naturali cause che sentiamo da diversi mesi tutti i giorni attraverso i media. Ma la realtà è tutt’altra.
Il costo del progetto è lievitato a dismisura perché il Comune di Pontecorvo, per tramite dell’ASM, non ha autorizzato ulteriori spostamenti dei pulmini dedicati al trasporto scolastico. Ci è stato riferito che i pulmini non possono fare un chilometro in più di quelli che già fanno oltre quelli per i tragitti che sono compiuti tutte le mattine all’ingresso e nel primo pomeriggio all’uscita dalla Scuola.

La Scuola, di fronte a questa situazione, si è dovuta rivolgere alle varie agenzie di viaggio presenti sul territorio ricevendo preventivi molto alti.

Ricordo, a chi non avesse memoria di questo, che negli anni precedenti al Covid, il trasporto tramite i mezzi dell’ASM, è stato sempre svolto in base alle richieste delle Scuole, a integrare tragitti già autorizzati, per poter svolgere i propri progetti extra-scolastici, all’interno del territorio o anche al di fuori di esso.

In qualità di rappresentante di istituto per il secondo istituto, nonché genitore di una bimba che avrebbe partecipato al progetto, mi sono recato personalmente per discutere di possibili soluzioni da chi di competenza dell’amministrazione, chiedendo la possibilità di trovare un modo per poter permettere a tutti o almeno alla maggior parte dei genitori dei bambini, di affrontare la spesa per poter partecipare al progetto senza gravare in modo così importante sul bilancio familiare.

Le risposte sono state sempre e solo le stesse : “non ci sono le disponibilità economiche da poter destinare a questo progetto”.

A mio avviso questa è una affermazione sconsiderata e priva di raziocinio, considerando i fondi pubblici fino ad oggi destinati per eventi e altre iniziative in città. Perché non si è previsto, per tempo, di destinare contributi per progetti scolastici? Perché l’amministrazione non si è preoccupata di programmare interventi di sostegno alle famiglie per permettere la partecipazione ai progetti extra-scolastici conoscendo benissimo la situazione dei pulmini? Perché non si è trovata una soluzione per famiglie e bambini lasciando di fatto la scuola da sola ad affrontare questa criticità?

Conosciamo tutti in che condizioni si trova la piscina comunale della nostra città e siamo tutti a conoscenza dello stato dei pulmini per il trasporto scolastico.
Eppure a mio avviso si sarebbe potuto fare di più per permettere ai bambini di poter partecipare al progetto nonostante i costi elevati. Ad esempio stanziando un contributo per il progetto, offrendo una sostanziale collaborazione alla scuola. Sarebbe stato il minimo considerando che ad oggi non è possibile fruire di una piscina comunale, per cui attendiamo da anni la riapertura.”

La Coordinatrice di POP, Antonella Caporuscio conclude:

“Si fa veramente fatica a capire come si possa arrivare a simili situazioni, come non venga posto al primo posto la formazione del bambino, come sia possibile ridurre servizi anziché proporne anche di altri, come sia possibile mettere le famiglie davanti ad una scelta, purtroppo dettata da motivi economici e privare i propri figli di un qualcosa che è attuabile solo per alcuni. Certamente i tempi sono difficili, ma tutto si può e si deve sempre risolvere con una bella, sana e buona dose di programmazione”.