Gabriele Parpiglia incanta Veroli con “Sotto Attacco di Panico”, un racconto di coraggio, dolore e rinascita
È stato Gabriele Parpiglia il cuore pulsante di un pomeriggio indimenticabile a Veroli, dove la presentazione del suo libro “Sotto Attacco di Panico” ha commosso, coinvolto e fatto riflettere un pubblico numeroso e attento.
Costretto dal maltempo a spostarsi dal suggestivo Chiostro di Sant’Agostino alla vicina Catena, l’incontro non ha perso nulla in intensità: anzi, la nuova location ha reso l’atmosfera ancora più intima e raccolta, ideale per accogliere il racconto sincero e potente dell’autore.
Gabriele Parpiglia, noto giornalista e autore televisivo, ha aperto il proprio cuore parlando della lotta contro gli attacchi di panico e dell’urgenza di trasformare il dolore in parole. Con uno stile diretto e autentico, ha raccontato il perché di questo libro, nato dalla necessità di rompere il silenzio e offrire una voce a chi si sente solo nella propria fragilità.
“Non volevo scrivere un libro. Volevo solo respirare di nuovo. Poi ho capito che raccontare era la mia salvezza – e forse anche quella di qualcun altro”, ha detto Parpiglia tra applausi sinceri e sguardi commossi.
A rendere la serata ancora più speciale è stata Maria Veronica Rossi, moderatrice eccezionale, capace di entrare in punta di piedi nella narrazione dell’autore, ponendo domande profonde e creando uno spazio di autentico ascolto. Con sensibilità e intelligenza emotiva, ha condotto l’incontro rendendolo un dialogo vero, umano, capace di toccare le corde più intime del pubblico.
L’evento è stato organizzato insieme a Laura D’Onorio, con la collaborazione del Comune di Veroli e della libreria Ubik di Frosinone, e ha rappresentato non solo una presentazione editoriale, ma un’occasione di confronto e condivisione su un tema ancora troppo spesso taciuto: la salute mentale.
Sotto Attacco di Panico è più di una testimonianza. È un atto di coraggio. È la voce di chi ha toccato il fondo e ha scelto di risalire. Di chi ha scelto di raccontare per liberarsi e per liberare. E Veroli, con il suo pubblico caloroso, ha accolto questo racconto con il rispetto e l’umanità che merita.
Un pomeriggio che ha lasciato un segno profondo. Gabriele Parpiglia non ha semplicemente presentato un libro: ha donato una parte di sé. E Veroli gli ha restituito affetto, ascolto e gratitudine.

