Terracina, sabato 19 luglio,la processione della Madonna del Carmine e l’emozione di Ada, la “figlia del capitano”
Tra le tradizioni più sentite del litorale pontino, la processione della Madonna del Carmine rappresenta ogni anno un momento di profonda spiritualità, memoria e identità collettiva. Ma per molti, e da tanti anni, quel momento assume un’intensità ancora più grande grazie a una presenza diventata simbolica, quasi sacra: quella di Ada Di Lello, conosciuta da tutti come “la figlia del capitano”.
Sabato 19 luglio, Terracina si raccoglie attorno alla sua Madonna, che percorre le vie della città prima di salire a bordo delle imbarcazioni addobbate a festa. È un rito antico, capace di unire generazioni e storie personali, di far dialogare il presente con il passato. In questo tessuto umano e spirituale, la figura di Ada emerge con forza silenziosa.
Vestita di bianco, con il volto segnato dalla commozione e dalla luce della fede,figlia di un amato e rispettato capitano, uomo di mare e di profonda devozione, Ada ha iniziato questo cammino da bambina, aiutando suo padre a preparare la barca per il grande giorno. Era un gioco, allora, una festa fatta di condivisione, sorrisi, gare tra amici per chi avesse l’addobbo più bello. Ma nel tempo, quel gioco si è trasformato in missione, in preghiera viva.
Oggi, quel padre non c’è più, ma Ada continua a onorarlo come ogni anno, attraversando la città stretta alla sua Madonna, cercando tra la folla uno sguardo che non potrà più incontrare, ma che sente ancora su di sé. Le sue lacrime, visibili ad ogni passo, raccontano un legame che non si è mai interrotto. Raccontano la forza di una figlia che continua a camminare per due, e ogni anno compie lo stesso gesto: portare la Madonna, e con lei, riportarla da suo padre.
“Ogni anno, con il dolore nel petto, cerco i suoi occhi in mezzo alla folla… Ma sono orgogliosa di farti ammirare da tutti, far vedere quanto sei bella… e ogni anno riportarti da lui”, ha confidato una volta con voce rotta dalla commozione.
Parole semplici, ma che custodiscono tutta la forza di un amore che non ha mai conosciuto confini. Chi la osserva, anche senza conoscerla, avverte la potenza di quel momento. Perché Ada non porta solo la Madonna: porta con sé la memoria, il dolore, la tenerezza, la dignità silenziosa di chi ha trasformato una ferita in preghiera.
La comunità la guarda con rispetto profondo, quasi con venerazione. La sua figura è diventata parte inscindibile della processione stessa. In lei, molti rivedono i propri affetti perduti, la propria fatica, la speranza che li tiene in piedi. In lei, Terracina rivede se stessa.
Sabato 19 luglio, la processione della Madonna del Carmine tornerà a solcare le strade e il mare della città. Le barche saranno di nuovo adornate a festa, la gente si raccoglierà in silenzio o in preghiera. E in mezzo a loro, ancora una volta, ci sarà Ada.
Con il suo passo lento, le braccia forti e tremanti, e lo sguardo rivolto verso l’alto, come chi ogni anno compie lo stesso miracolo: riportare la Madonna da chi non c’è più, ma non è mai andato via davvero.
Un gesto che non smette di commuovere, di unire, di insegnare.
Un gesto che, ancora una volta, farà piangere un’intera città.

