Eventiprimo piano

Dove c’era il silenzio, ora c’è musica, Boario Playground Fest, il cuore nuovo di Pontecorvo

 Quello che è successo a Pontecorvo dal 20 al 22 luglio ha superato ogni aspettativa. Il Boario Playground Fest, il festival urbano gratuito promosso dall’associazione giovanile “Tutti a 90”, si è concluso con tre giorni di sold out e partecipazione travolgente. Migliaia di persone hanno affollato il Campo Boario, trasformandolo in un vero e proprio centro nevralgico di energia, creatività, sport e condivisione.

Un campo che per troppo tempo era stato dimenticato, lasciato in silenzio, è diventato per tre giorni il cuore pulsante della città, un simbolo potente di quello che può accadere quando i cittadini si riappropriano dei propri spazi, quando la voglia di fare incontra il desiderio di comunità.

Una visione che diventa realtà

Il Boario Playground Fest non è nato da un progetto istituzionale o da un grande investimento economico. È nato, invece, dall’idea semplice e rivoluzionaria di un gruppo di giovani: ridare voce a un luogo storico attraverso la forza aggregante dello sport e della cultura urbana. Nessun grande palco, nessuna pretesa di spettacolo: solo la volontà di creare qualcosa di autentico, libero, partecipato. E Pontecorvo ha risposto. Con entusiasmo, con gratitudine, con presenza.

Il festival ha saputo unire generazioni diverse: dai bambini che hanno giocato nel calcio balilla umano, agli adolescenti che si sono sfidati a suon di schiacciate nel torneo di basket, fino alle famiglie che hanno condiviso serate tra musica, street food e parole che parlavano di futuro.

Sport, musica e partecipazione: la formula vincente

Il programma ha coinvolto tutti:

  • Il torneo di basket  ha animato il playground con partite ad alto tasso di spettacolarità e spirito di squadra.
  • Il calcio balilla umano ha regalato sorrisi e momenti indimenticabili a grandi e piccoli.
  • I DJ set e le esibizioni live, ispirati alla cultura hip hop, hanno creato una colonna sonora coinvolgente e identitaria, capace di dare voce a una generazione che vuole esserci, raccontarsi e contribuire.
  • Lo street food locale, infine, ha permesso di assaporare prodotti del territorio, sostenendo le realtà che quotidianamente portano avanti la cultura gastronomica del posto.

Tutto questo ha dato vita a qualcosa che non si misura solo in numeri – pur importanti – ma in emozioni, sguardi, abbracci, risate. In senso di appartenenza.

Una città che si riscopre comunità

La vera vittoria del Boario Playground Fest non sta nei dati di affluenza, ma nella qualità della partecipazione. Ogni attività, ogni momento, ogni incontro ha contribuito a costruire un clima di fiducia e vicinanza. È stato un festival senza barriere, dove tutti – dai volontari agli artisti, dai bambini agli anziani – hanno trovato spazio, ascolto, possibilità.

È stata soprattutto una festa della dignità urbana: quella di una città che non si rassegna al degrado, che non aspetta che “qualcuno” risolva i problemi, ma che sceglie di mettersi in gioco in prima persona.

Un grazie che sa di futuro

L’associazione “Tutti a 90” ha dimostrato che la visione e l’amore per il proprio territorio possono generare un impatto reale. “Abbiamo immaginato questo festival come un modo per prenderci cura di un luogo che fa parte della nostra storia – raccontano gli organizzatori –. Vederlo pieno di persone, di sorrisi, di energia, ci ha ripagato di ogni fatica. Ma soprattutto ci ha confermato che quando la comunità si muove insieme, nulla è impossibile.”

Il Boario Playground Fest non è stato solo un evento riuscito: è stato un atto d’amore collettivo, un esperimento riuscito di cittadinanza attiva, un esempio concreto di come la periferia può tornare a essere centro.

E ora, a Pontecorvo, qualcosa è cambiato davvero.

Il Campo Boario non è più solo un campo.

È una promessa mantenuta.

È una porta aperta sul futuro.