Fondi,dal sogno alla realtà,la storia di Sara Parisella e della sua danza senza confini
Ci sono sogni che nascono in silenzio, tra musica e movimento. Così è iniziata la storia di Sara Parisella, una bambina che, guardando i nonni ballare, ha sentito nascere un amore destinato a cambiare la sua vita. Oggi quel sogno prende forma nel suo Professional Dance Studio, una nuova scuola di danza che apre le porte a Fondi, pronta ad accogliere chiunque voglia scoprire la vera essenza della danza.
1. Qual è la prima immagine che ti viene in mente quando pensi alla bambina che sognava davanti ai nonni che ballavano?
«La prima immagine che mi viene in mente è una piccola me, seduta con gli occhi spalancati e il cuore che batteva forte, mentre guardavo i miei nonni ballare. Vedevo nei loro passi la leggerezza, la gioia, l’eleganza… e in quel momento ho capito che volevo anch’io raccontarmi attraverso la danza. È come se il seme del mio sogno fosse nato lì. Rimanevo lì a fissarli, completamente affascinata da tutto ciò che era movimento, danza, musica. Sentivo nascere dentro di me un desiderio fortissimo: volevo imparare anch’io, volevo saper fare quei passi. È stato amore a prima vista, un amore che non mi ha più lasciata. Sentivo la musica e mi piaceva. Succedeva qualcosa al mio corpo che non sapevo controllare: un impulso naturale che mi faceva muovere. In quel momento ho capito che volevo ballare anch’io, perché la danza era già dentro di me.»
2. Quando hai capito che la danza non era solo un hobby ma il tuo destino?
«L’ho capito quando ho partecipato al mio primo stage di danza. Avevo 13 anni, erano due settimane con maestri internazionali e allievi provenienti dalle migliori accademie d’Italia. Fino a quel momento avevo studiato solo nelle scuole di danza di Fondi e solo lì mi sono resa conto che la preparazione era completamente diversa, di un livello superiore. È stato in quel momento che ho capito: se volevo davvero fare della danza la mia vita, sarei dovuta andare via da qui e cercare la formazione giusta.»
3. Cosa hai provato il giorno in cui hai lasciato casa, a soli 14 anni, per inseguire questo sogno?
«È una sensazione difficile da spiegare. Avevo solo 14 anni e c’era paura, nostalgia, il dolore di staccarmi dalla mia famiglia e dalle mie abitudini. Ma allo stesso tempo sentivo un’energia fortissima, come se stessi aprendo una porta verso il mio futuro. Era un misto di lacrime e coraggio: sapevo che avrei affrontato sacrifici, ma ero certa che fosse l’unica strada per inseguire il mio sogno. E quella forza mi ha sempre accompagnata.»
4. Qual è stata la sfida più dura lungo il tuo percorso e come ti ha cambiata come persona e come artista?
«La sfida più dura è stata convivere con la distanza e con la solitudine. Andare via così giovane significava rinunciare a tante cose, affrontare momenti di sconforto e sentirmi spesso fuori posto. Ma è stata proprio quella sfida a temprarmi: ho imparato a contare su me stessa, a rialzarmi quando cadevo, a trasformare la fatica in energia creativa. Come artista mi ha insegnato che l’arte non nasce mai solo dalla bellezza, ma anche dal dolore e dalla resilienza. Come persona mi ha reso più forte, indipendente e capace di credere sempre in me stessa.»
5. In quei momenti di solitudine e paura, cosa ti ha fatto resistere e non mollare?
«Nei momenti di solitudine e paura mi ha salvata la certezza che dentro di me c’era qualcosa di più grande delle mie fragilità: la danza. Non era solo movimento, era respiro, era vita. Ogni volta che pensavo di non farcela mi bastava entrare in sala, ascoltare la musica e lasciare che il corpo parlasse al posto mio. Lì ritrovavo la mia forza. Pensavo anche ai sacrifici enormi che i miei genitori facevano per permettermi di restare lì: non potevo deluderli. E poi la danza ti insegna anche questo, a fissarti un obiettivo e a raggiungerlo a tutti i costi senza mai mollare. Questo mi ha aiutato ad essere più forte di ogni difficoltà.»
6. Se potessi parlare oggi con quella ragazza che partiva da casa con una valigia piena di sogni, cosa le diresti?
«Le direi che le lacrime, la solitudine e i sacrifici non saranno stati vani, perché ogni passo la porterà più vicina a se stessa e alla sua verità. Le direi di fidarsi, perché quella forza che sente dentro la guiderà sempre. E soprattutto le direi di non smettere mai di sognare, perché quei sogni che oggi sembrano troppo grandi diventeranno la sua realtà.»
7. Cosa rappresenta per te questa nuova scuola: un punto di arrivo, una ripartenza o entrambe le cose?
«Questa nuova scuola per me rappresenta entrambe le cose: un punto di arrivo e una ripartenza. È un punto di arrivo perché racchiude anni di sacrifici, di studio, di esperienze e di sogni che finalmente prendono forma. Ma è anche una ripartenza, perché ogni giorno che entro in sala sento che davanti a me c’è una nuova pagina da scrivere insieme ai miei allievi.
Allo stesso tempo è una sfida personale: quando ero ragazza, qui a Fondi non ho potuto avere una formazione all’altezza di quella che incontrai la prima volta allo stage con i maestri internazionali. Per questo oggi sento il bisogno di dare ai miei allievi quello che io non ho avuto: la possibilità di formarsi con serietà, di conoscere ciò che troveranno là fuori, nel mondo della danza. Così, se qualcuno di loro vorrà intraprendere questa strada, non dovrà partire impreparato, ma avrà già la giusta base per affrontarla con forza e consapevolezza.»
8. Qual è il messaggio più importante che vuoi trasmettere ai tuoi allievi attraverso questa scuola?
«Il messaggio più importante che voglio trasmettere ai miei allievi è che la danza non è solo tecnica o disciplina, ma un percorso di vita. Voglio insegnare loro che con impegno, dedizione e passione nulla è impossibile. Che i sogni si possono realizzare, ma servono sacrificio e costanza. Voglio che sappiano che la sala di danza non è solo un luogo dove imparare passi, ma uno spazio dove imparare a conoscersi, a rispettare gli altri e a crescere come persone.
Desidero soprattutto insegnare loro il vero valore della danza, quella vera, quella delle accademie professionali: la danza è una cosa seria, che si studia giorno dopo giorno, con costanza e rigore. Gli obiettivi non si regalano, si conquistano con l’impegno continuo, e solo così si imparano a meritare le cose. Ma allo stesso tempo voglio che scoprano quanto la danza sia una cosa meravigliosa, capace di dare forza, emozioni e bellezza alla vita.»
9. Quale ruolo ha avuto tua nonna in questo percorso e come senti la sua presenza in questo momento?
«Mia nonna ha avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso. È stata lei la mia prima spettatrice, quella che mi ha fatto scoprire il fascino della danza. Era lei ad accompagnarmi a lezione quando ero piccola, a starmi accanto in quel primo cammino. Con la sua dolcezza mi ha trasmesso questa passione come il dono più grande.
Oggi che non c’è più fisicamente, sento la sua presenza in ogni passo che faccio. Quando entro in sala o salgo su un palco, porto con me il ricordo di quei momenti che hanno acceso in me questo sogno. È come se mi accompagnasse ancora e questo mi dà la forza di andare avanti e di trasmettere agli altri quell’amore autentico per la danza che lei, inconsapevolmente, mi ha regalato.»
10. Ora che il sogno è realtà, quale emozione ti travolge più di tutte entrando in questa sala?
«Ogni volta che entro in questa sala la prima emozione che mi travolge è la gratitudine. Gratitudine per la bambina che non ha mai smesso di sognare, per la ragazza che ha avuto il coraggio di partire e non arrendersi, per i miei genitori che hanno fatto sacrifici enormi, per mia nonna che ha acceso in me la scintilla, per i miei insegnanti che mi hanno trasmesso la tecnica e la passione.
Ma c’è anche un senso di meraviglia: vedere realizzato ciò che per anni è stato solo un sogno mi commuove ogni volta. Questa scuola è la mia casa, il luogo dove la fatica si trasforma in bellezza e dove posso donare agli altri quello che la danza ha donato a me. Entrarci significa sentire che tutto aveva un senso e che oggi posso essere fiera di me stessa e del mio percorso.»
L’inaugurazione del Professional Dance Studio
Sara Parisella vi aspetta domenica 14 settembre alle ore 20, in Via Diversivo Acquachiara 122, Fondi, per scoprire la nuova sede e dare il via a un anno di danza insieme. Una serata speciale per respirare passione, disciplina e bellezza, e per entrare in contatto con il mondo autentico della danza professionale.


