LA TRISTEZA IN FONDO AL BARILE
di Luigi Sparagna
Si usa dire che si raschia il fondo del barile quando scarseggiano le risorse e si ricorre proprio alle ultime possibilità di trovarne. Tutto sommato ciò, se avvenisse, vorrebbe dire che c’è una volontà di far fronte alle esigenze. Mi verrebbe da pensare che una parte della nostra classe politica, in particolare quella di opposizione all’attuale Governo, stia raschiando il fondo del barile, ma poi ci rifletto e sono convinto che non è così. L’opposizione ha un solo intento, qualcuno lo definisce progetto, che è riuscire a mandare a casa la Meloni. Non tutti coloro che sono al Governo, ma proprio Lei, anche solo Lei e raschiare il fondo del barile non si confà allo scopo. Il mantra è volere per ogni cosa, anche la più banale, che “Meloni venga in aula a riferire” e non perché interessi cosa ha da dire, ma solo perché questo permetterebbe di attaccarla senza se e senza ma e poterla additare con i peggiori epiteti lasciando fluire il livore per aver clamorosamente perso le elezioni ed essere fuori dal Governo
in modo tale da non ricevere alcuna attenzione manco per decidere se agli uscieri della Camera spetti il caffè gratis quando sono in servizio. Questo è il frutto del passaggio dal pluralismo dei partiti che storicamente portava a definire ampie alleanze per la formazione di governi di coalizione, al bipartitismo o meglio bipolarismo rigido delle alleanze elettorali che inevitabilmente porta ad escludere da qualunque partecipazione all’attività politica la coalizione che non viene premiata dall’esito delle urne. In fondo, chi la fa l’aspetti. Non potendo modificare questa scomoda realtà, una sinistra che rischia l’esaurimento nervoso, di ogni cosa fa pretesto per lanciare la sfida alla Giorgia nazionale andando a pescare a destra e a manca argomenti per una contestazione che è fatta solo di slogan ripetuti pappagallescamente da rappresentanti parlamentari di assoluto inesistente spessore culturale. Si tratti di guerra in Ucraina, si tratti di guerra di Israele in Palestina, il fronte delle sinistre pretende dichiarazioni di ogni genere da parte della Meloni e del suo Governo. Non si riflette sul fatto che la tanto invocata Europa di cui siamo parte e a cui ci si richiama quando fa comodo, non può orientare il Governo ad una politica internazionale che si discosti dalle soluzioni del Parlamento Europeo, pena l’essere considerati fuori contesto. Il solito Macron, che di problemi di suo ne ha abbastanza, crede di potersi permettere di agire da solo e decidere di mandare soldati francesi al fronte. Purtroppo dall’Europa nessuno lo richiama all’ordine. E’un’Europa che non conta molto evidentemente. Ma gli fa da contraltare l’ONU, che pure non sembra trovare ascolto da parte Israeliana, e noi ? Secondo i pregiati nostri parlamentari di opposizione la Meloni dovrebbe essa sola fermare la guerra di Israele, quella Russo Ucraina, fregarsene dell’Europa, dell’ONU, di Trump e così via dicendo, chi più ne ha più ne metta. Ultimo capitolo della saga delle scemenze i disordini delle manifestazioni pro Palestina, che al sacrosanto diritto di manifestare hanno sostituito la guerriglia di piazza distruttiva del patrimonio delle città e dei privati che si trovano sul percorso della fiumana di gente incoraggiata alla violenza fine a sé stessa. E già, chiamiamola con nome e cognome, si tratta di violenza pura e semplice frutto di clima di odio innescato dagli irresponsabili che occupano gli scranni parlamentari, primi tra tutti a comportamentiesecrabili di antidemocrazia. Un esempio? Mentre si sostiene che un personaggio pubblico, che so, un cantante o un calciatore devono comportarsi correttamente perché emulati, i parlamentari si sentono da ciò esonerati. La recente approvazione della riforma della giustizia alla Camera, comprensibilmente applaudita dalla maggioranza governativa, è stata oggetto di violenta contestazione dei rappresentanti dell’opposizione che ciò non hanno tollerato. Eppure quando l’opposizione era al governo non mi pare che i favorevoli passaggi alla Camera dei loro provvedimenti siano stati salutati con silenzio. Insomma, raschiare il fondo del barile sarebbe segno che c’è ancora una speranza, ma non mi pare di vedere nessuno che in ciò si cimenti. Che tristezza !

