L’ARMATA BRANCALEONE
Di Luigi Sparagna
La “flottilla” pro Palestina parte alla volta di Gaza per portare alimenti alla popolazione vittima della guerra. Obiettivo dichiarato è forzare il blocco navale di Israele. Si imbarcano volontari di tutte le specie, che hanno evidentemente tempo da dedicare ad una lunga navigazione forse perché non hanno un cartellino da timbrare, sale anche la rediviva Greta Tumberg e pure qualche parlamentare italiano. Ancor prima di arrivare a destinazione le barchette subiscono attacco di droni, che causano qualche fiammella a bordo, rotture varie e diffondono spry urticanti. Una sorta di avvertimento a titolo di dissuasione. Immediata la protesta che sottolinea il proditorio attacco a navi battenti Bandiera Italiana a lasciar intendere che l’Italia deve reagire al bellicoso attacco. Solo a riflettere col buonsenso, mi sovviene che:
Ora l’Italia ha già spedito una Fregata per il soccorso alla flottilla, e ripeto soccorso, il che mi viene da leggere come raccolta in mare dei naufraghi che potrebbero essere cannoneggiati dalle navi e dai droni di Israele. Poi nell’escalation può pure succedere che ci cannoneggiamo tra Italia e Israele così scateniamo una guerra che secondo la nostra Costituzione non possiamo causare, figuriamoci se possiamo rischiare la pelle per quattro attivisti dalle mire protagoniste oltre ogni misura da essere più che una missione umanitaria un vera Armata Brancaleone, con tutto il rispetto per Brancaleone che il suo coraggio non vide sostenuto che da un’armata di disperati incapaci.

