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L’ARMATA BRANCALEONE

 

Di Luigi Sparagna 

La “flottilla” pro Palestina parte alla volta di Gaza per portare alimenti alla popolazione vittima della guerra. Obiettivo dichiarato è forzare il blocco navale di Israele. Si imbarcano volontari di tutte le specie, che hanno evidentemente tempo da dedicare ad una lunga navigazione forse perché non hanno un cartellino da timbrare, sale anche la rediviva Greta Tumberg e pure qualche parlamentare italiano. Ancor prima di arrivare a destinazione le barchette subiscono attacco di droni, che causano qualche fiammella a bordo, rotture varie e diffondono spry urticanti. Una sorta di avvertimento a titolo di dissuasione. Immediata la protesta che sottolinea il proditorio attacco a navi battenti Bandiera Italiana a lasciar intendere che l’Italia deve reagire al bellicoso attacco. Solo a riflettere col buonsenso, mi sovviene che:

1. qualunque naviglio attraccato nei porti italiani ha solo l’obbligo di comunicare alla capitaneria che sta salpando, e se vuole può indicare la destinazione, ma diversamente dagli aerei di linea può cambiare rotta;
2. la dichiarazione di voler forzare il blocco navale israeliano, in questo momento, avrebbe dovuto, a mio sommesso avviso, vietare invece di levare le ancore, poiché l’intento seppure dichiaratamente umanitario, si inserisce e comporta conseguenze diplomatiche non di poco conto, e infatti;
3. la presenza di un parlamentare a bordo rafforza il coinvolgimento politico nazionale. Penso che il parlamentare non rappresenti i fatti suoi (come forse qualcuno ritiene sia tale il mandato) bensì è uno che siede nel parlamento nazionale che gli vale l’immunità diplomatica tanto cara alla Salis, e che dovrebbe verso il parlamento sentirsi responsabile delle proprie azioni per il valore politico che rappresentano. Ma per questo ci vorrebbe senso della responsabilità politica;
4. l’invocata reazione da parte del Governo mi chiedo se debba essere una formale dichiarazione di Guerra come all’epoca del famoso balcone di Piazza Venezia, o se i naviganti nostrani pretendano una scorta armata che vada a bombardare le navi Israeliane così da poter attraccare. Avrebbero dovuto mettere al timone Carola Rakete. Lei si che sa come eludere i divieti e sa pure speronare le navi avversarie.

Ora l’Italia ha già spedito una Fregata per il soccorso alla flottilla, e ripeto soccorso, il che mi viene da leggere come raccolta in mare dei naufraghi che potrebbero essere cannoneggiati dalle navi e dai droni di Israele. Poi nell’escalation può pure succedere che ci cannoneggiamo tra Italia e Israele così scateniamo una guerra che secondo la nostra Costituzione non possiamo causare, figuriamoci se possiamo rischiare la pelle per quattro attivisti dalle mire protagoniste oltre ogni misura da essere più che una missione umanitaria un vera Armata Brancaleone, con tutto il rispetto per Brancaleone che il suo coraggio non vide sostenuto che da un’armata di disperati incapaci.