Politica

MILITARI SI…..MILITARI NO

Di Luigi Sparagna 

Da sempre il mondo militare si confronta con questa tendenza italica di altalenare tra la considerazione piena dei valori che sottendono la formazione dei militari e la loro contestazione, ritenendo i militari in genere come un corpo estraneo rispetto all’identità nazionale (nazionale in minuscolo per stigmatizzare che la maiuscola non ritengo attribuirla al comparto dei contestatori di chi porta le stellette), sfrenando la fantasia degli epiteti che spazia da guerrafondai e va oltre fino a dove queste legioni di contestatori è capace di andare a pescare. In una disamina del fenomeno, per quanto possibile scevra da giudizio di parte, ma piuttosto aperta a studiare ogni fenomeno sotto più punti di vista per poter essere possibilmente completi e credibili nelle conclusioni, non posso non riconoscere agli antimilitaristi una giustificazione che traggono o possono vantare di trarre da fonte autorevole. Mi voglio riferire alle esternazioni di una ex Ministro della Difesa quale è stata la Ministra Trenta, che a suo tempo aveva proposto di fissare quale mission per i soldati la raccolta delle immondizie romane che quella amministrazione civica non riusciva a raccogliere e smaltire. Non l’hanno fatto. I tanto vituperati Militari, però, quando è stato il momento della pandemia, li abbiamo cercati, e apprezzati, per la loro capacità di intervenire a impiantare in pochi giorni (una settimana) ospedali in strutture mobili che rispettavano tutti i requisiti sanitari al massimo livello. Per forza, quando i Soldati sono in missione si devono organizzare per tutto, dal cibo ai vestiti alla salute e ovviamente anche per quanto occorre a combattere. Il tutto con livelli di efficienza altissimi, visto che la posta in gioco è molto elevata, il rischio non è una fesseria di danno alla salute ma spesso si tratta di danni devastanti, che se ti va bene sei congedato per motivi di salute, se ti va leggermente peggio resti su una sedia a rotelle per sfilare il 2 giugno ai fori imperiali con le medaglie sul petto, e se ti dice sfiga vai a infoltire le schiere degli Angeli. Per tornare alle cose più piacevoli non posso non menzionare il divenuto famoso commissario Covid Generale Figliuolo (che sostituì Arcuri, capace solo di mettere le ruote ai banchi delle scuole, finiti al macero) che portò a termine l’incarico con metodo prettamente militare di pianificazione e soprattutto controllo, quest’ultima funzione alla quale i militari non rinunciano, avendo e da tempo appreso che il successo dipende da questo momento assolutamente significativo e irrinunciabile. Ma insomma dove sto andando a parare con questo commento odierno si chiederà il lettore. Ma non posso che riferirmi al rifiuto dell’Università di Bologna di negare l’ammissione degli allievi dell’Accademia Militare di Modena al corso di Filosofia, motivando di non voler militarizzare l’istituto universitario. Insomma cacciati come la peste. L’Accademia Militare di Modena, è storica sede di formazione dei Comandanti dell’Esercito e dei Carabinieri di riconosciuta eccellenza, cui si affidano anche paesi stranieri per la formazione dei loro Quadri, e che annovera tra i frequentatori anche allievi del mondo musulmano, io stesso ne ho avuti di colleghi con i quali ho vissuto esperienza relazionale preziosa e coi quali ancora oggi mantengo rapporti di sincera amicizia, testimonianza di inclusione vera. E’ però anche il caso di dire che in Accademia sono non pochi i docenti universitari dell’università di Bologna che si recano ad insegnare agli allievi, potendo così arricchire il loro curriculum, che è noto per loro stesso dire essere molto apprezzato come può essere una medaglia sul petto del Soldato. E già, non è dato a tutti di entrare ad insegnare nel più eccellente istituto di formazione Militare. Personalmente il pensiero va al mio Prof. G.M. Flick, già Ministro della Giustizia, che ho avuto occasione di incontrare e salutare recentemente in un evento culturale con reciproco scambio di affettuosi ricordi che il Professore conserva gelosamente proprio per la sua esperienza nel mondo dei Carabinieri. Gli intenti del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Masiello di arricchire il bagaglio formativo dei Militari con un corso specifico di filosofia, disciplina che insegna a pensare e ripercorrere l’evoluzione culturale internazionale, è visto come un momento di militarizzazione dell’università. Forse si teme inquinamento e contaminazione dei preziosi cervelli degli studenti non militari che vedrebbero come ci si deve approcciare alle aule universitarie e allo studio rifuggendo dalla protesta di piazza violenta magari, anzi ci tolgo il magari, promossa da chi ne governa le fragili menti. Quando alcuni studenti, i più seri giungono alla tesi di laurea, i loro coetanei con le stellette sono già in Comando di uomini sul campo. La libertà e il diritto allo studio sbandierato per ogni dove, al Rettore dell’Università di Bologna fa un baffo, anche se da anni immemorabili fornisce docenti all’Accademia. Era ovvio che scendesse in campo il Ministro, che però dovrebbe prendere provvedimenti seri nei confronti del Rettore, oserei dire anche drastici e definitivi, ma non oso sperarlo. Un provvedimento che innovi il Rettorato potrebbe rimettere in gioco, e con sereno e fiducioso spirito il disegno innovativo del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Mi avvio a concludere perché mi accorgo di essermi lasciato trasportare. Il mio diploma di maturità mi ha visto scegliere come materia Filosofia per l’esame orale. La materia mi ha sempre appassionato. Al corso da Ufficiale in promozione al grado superiore, tra gli insegnamenti era inserito un corso di filosofia con riflessioni sull’evoluzione del pensiero politico anche per gli aspetti connessi alle forme di estremismo matrici della violenza di ogni parte. Ho ripercorso molte se non tutte le nozioni dell’epoca della maturità. E quando ho seguito gli impegni in missioni internazionali, l’indottrinamento delle Forze impiegate non prescindeva dal riferimento agli aspetti culturali delle aree di impiego frutto delle filosofie di riferimento. Insomma se i Militari sentono il bisogno di essere al passo dei tempi, dimostrando che non sono un corpo chiuso, di non essere utili solo a spazzare le strade, questo è visto come una minaccia a cervelli puri e incontaminati di studentelli che si preparerebbero alla vita, escludendo dal loro pensiero e bagaglio culturale una parte di mondo. Forse il mondo con le stellette è temuto per la coerenza e la seria dedizione ai valori della vita che hanno scelto, che a qualcuno non fa comodo. Militari si…Militari no, ai lettori la scelta di condividere o meno. Io non ho dubbi, per me sempre Militari SI, assolutamente SI !