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LA CULLA E LA BARA DEL DIRITTO

di Luigi Sparagna 

 

Ci vantiamo, noi Italiani, di rappresentare ed essere la culla del Diritto. E non abbiamo torto. A cominciare dai Padri Costituenti, che hanno disegnato la legge principale del nostro Stato, per andare alle nostre Università e alle aule di Tribunale, l’imbarazzo è quello della scelta. Ci sono esponenti di questo meraviglioso mondo che eccellono con evidenza tale da segnare ogni giorno un nuovo orientamento, una interpretazione giuridica e giurisprudenziale che regge a fronte di qualsiasi differente parere, e addirittura ha in sé i rimedi per riparare sia ai danni di incauti neo legislatori che non hanno curvato sui libri le loro schiene, sia le stranezze di qualche autoreferenziale Magistrato distante dal culto della Dea Iustitia, alla quale col dito mignolo scosta la benda simbolo di imparzialità per poter esaudire le proprie brame. Siamo la culla del diritto e non credo ci possa essere contestato questo primato. Ma come ogni cosa tutto ciò che nasce ed esiste, si evolve, cresce, e alla fine muore. Il diritto non dovrebbe essere destinato alla sua fine, rinnovandosi ben oltre le generazioni, e invece purtroppo anche il diritto ha la sua bara. Il necrologio del Diritto è facile riscontrare in alcuni regimi, e da poco è passato il giorno della memoria che ci ricorda come nel secondo conflitto mondiale ad opera di un Nazismo scellerato si è assistito allo scempio del diritto. E oggi? Crans Montana è una bella impresa funebre per la Dea bendata. Siamo inorriditi dalla stoltezza, dalle procedure investigative e giudiziarie, dalle inefficienze di un sistema che è di tale evidenza da non poterlo considerare non solo una culla, ma neppure un girello per bambini. Forse sarebbe il caso di parlare di deambulatori della giustizia, cioè quelle attrezzature ortopediche per accompagnare in un minimo di sostenibilità chi non è autonomo. Nel caso di specie, se si vuole tollerare e avere nella manica chi zoppicando tra un articolo del codice penale e l’altro, comunque porta soldi e benefici materiali di bella vita a vantaggio del Paese e delle sue autorità, possiamo parlare di culla del diritto? E’ la bara del diritto, il sarcofago della giustizia, l’insulto al senso di umanità anche a fronte di una tragedia che definirla tale è improprio perché la tragedia colpisce all’improvviso, non te la aspetti. A Crans Montana i responsabili sono gente di mestiere con simili incresciosi fatti. Ecco quindi che dalla bara, si erge come il conte Dracula, quel “diritto” che finge di azzannare la sua vittima, ma in realtà giorno dopo giorno, passo dopo passo, ne agevola lo scaricabarile permettendo di riconquistare una libertà sconcia, anzi, come ho già avuto modo di definire in precedente occasione, TRACOTANTE.