Il Silenzio che Urla in Cartapesta,a Pontecorvo il Carnevale si fa Memoria per Serena.
C’è un momento, durante la sfilata, in cui il frastuono della musica sembra farsi più tenue, lasciando spazio a un brivido che corre lungo la schiena. Tra i giganti colorati che danzano per le vie di Pontecorvo, quest’anno si è fatto strada un gigante diverso. Non ride, non scherza: testimonia. È il carro dedicato alla lotta contro la violenza di genere, agli abusi sui minori e, soprattutto, al ricordo mai sbiadito di Serena Mollicone.
Mentre la folla festeggia, il carro si staglia come un monito di rara potenza visiva.
Il volto di Serena: quella ragazza di Arce diventata, suo malgrado, il simbolo di una giustizia rincorsa per decenni e di una giovinezza rubata.
Vederla lì, circondata dai colori del Carnevale, non è un paradosso, ma un atto d’amore. È il modo in cui la sua terra le dice: “Non ti abbiamo dimenticata”.
Il carro trasforma il dolore privato in una preghiera collettiva, dando voce a chi quella voce l’ha persa nel buio della violenza.
Per ogni donna, per ogni bambino
Le allegorie scelte dai carristi raccontano di mani che dovrebbero proteggere e che invece colpiscono, di silenzi che diventano prigioni. L’opera è un grido d’aiuto e, allo stesso tempo, uno scudo di cartapesta alzato contro l’indifferenza.
È commovente osservare i bambini tra la folla guardare quel carro: nei loro occhi si legge la purezza che l’opera vuole difendere, mentre negli adulti affiora la consapevolezza che il Carnevale, quest’anno, ha compiuto il suo miracolo più grande: far riflettere festeggiando.
La bellezza che si fa coraggio
Pontecorvo ha dimostrato che la cartapesta non serve solo a mascherare la realtà, ma può servire a svelarla.
Serena è tornata a sfilare tra la sua gente, non come una vittima, ma come una guida. Il suo sorriso sembra sussurrare a ogni donna e a ogni piccolo che soffre: “Non siete soli”.
In questa 74ª edizione, il Carnevale di Pontecorvo non ha vinto solo per la bellezza dei suoi carri, ma per la grandezza del suo cuore. Perché se è vero che a Carnevale ogni scherzo vale, è altrettanto vero che sulla vita e sulla dignità non si scherza mai.
Le Ragazze di Athena

