MILANO CORTINA 2026 – CAPITOLO 2
di Luigi Sparagna
Si sono chiusi i giochi. La Cerimonia, questa volta nello scenario dell’Arena di Verona, bimillenaria sede del meglio della cultura, ha confermato l’eccellenza tutta Italiana in fatto di organizzazione, buon gusto, capacità di esibire le nostre radici in ogni settore, dalla lirica al ballo, alla storia. Anche questa cerimonia non ha fatto registrare nessuna sbavatura. L’idea di far entrare gli atleti dopo le bandiere, tutti insieme a mescolarsi tra loro prima di andarsi a sedere sulle gradinate, in segno di amicizia nel pur sano confronto competitivo, vissuto anche da loro con eleganza, basti pensare all’inchino alla Brignone, non è da sottovalutare in quanto a stile. Certo i Francesi che hanno ricevuto la Bandiera olimpica per la prossima edizione non sono supportati da un leader come il nostro. Macron avrà rosicato da morire vedendo cosa sanno esibire, organizzare e fare gli Italiani, che pure avendo un Tevere e un Po se ne guardano bene dal farli assurgere a Monumento Nazionale. Macron tra l’altro continua a non sopportare la Meloni, a cui ha fatto sapere di pensare ai fatti di casa Italia e non alla Francia, nell’ultimo episodio dell’omicidio dell’attivista di destra. E’ un po’ troppo impulsivo e inconcludente il caro Macron. Pare che per le prossime olimpiadi invernali che deve organizzare, forse avrà bisogno di chiedere all’Italia di utilizzare qualche impianto per le gare che in Francia non hanno. Non glielo negheremo di certo se così fosse. Anche se all’ombra della torre Eiffel trovano riparo i terroristi italiani e la Gioconda anche se di proprietà francese è comunque opera del genio italico. Ma non mi voglio inerpicare nella politica che con le olimpiadi invernali non c’entra. Torno alla cerimonia di chiusura. Confermata in pieno la genialità Italiana, la capacità organizzativa Italiana, l’immenso patrimonio culturale Italiano, il fare squadra Italiano che ha visto impegnati volontari a fianco degli addetti ai lavori, e non ultimo oltre la sicurezza sanitaria anche quella di polizia, che ha garantito un contesto di sicurezza efficace e discreto, al punto che si è zittita una certa opposizione preoccupata per la presenza di G Man americani non graditi, ma non visti. In questi giochi c’è stata l’Italia e basta, e che Italia !

