Esperia, la minoranza: “La TARI cala, ma con una gestione più attenta il risparmio sarebbe stato maggiore”
Il Consiglio comunale ha approvato lo scorso 30 luglio il nuovo Piano Economico Finanziario (PEF) del servizio rifiuti e le tariffe TARI per il 2026. A commentare il provvedimento è il gruppo consiliare di minoranza “Esperia che Cambia”, che, pur prendendo atto della riduzione della tassa, torna ad attaccare la gestione dell’Amministrazione Villani.
Secondo i consiglieri di opposizione, il ruolo TARI passa dai 540.076 euro del 2025 ai 517.438 euro del 2026, con una diminuzione complessiva di 22.638 euro, pari a un calo medio delle bollette di circa il 4,2%.
Per la minoranza, il risultato è dovuto soprattutto alla riduzione dei costi di gestione sostenuti dal Comune, passati dagli 83.400 euro del 2025 ai 50.915 euro previsti per il 2026.
«Da anni denunciamo che le spese per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti erano eccessive e che il Piano Economico Finanziario risultava sovradimensionato rispetto al servizio realmente svolto», sostengono i consiglieri del gruppo “Esperia che Cambia”, ricordando come negli ultimi quattro anni il ruolo TARI fosse aumentato di oltre 140 mila euro.
Nella nota diramata dalla minoranza a firma di Angelolivio Del Gigante, Piero Di Prete, Patrizio Caporusso e Mariano Di Costanzo vengono inoltre contestate alcune criticità del servizio. Durante il Consiglio comunale, il consigliere Angelolivio Del Gigante ha ribadito la posizione del gruppo.
«Con una gestione più attenta e oculata del servizio da parte dell’Amministrazione, la riduzione della TARI avrebbe potuto e dovuto essere ancora più consistente, così da garantire un risparmio maggiore alle famiglie esperiane».
La minoranza guarda poi al futuro, esprimendo perplessità sull’investimento di circa un milione di euro destinato alla realizzazione delle ecoisole e delle ecoaree. Secondo “Esperia che Cambia”, infatti, nel nuovo PEF non emerge alcun beneficio economico derivante dall’opera, che avrebbe dovuto migliorare l’efficienza del servizio e contribuire a ridurre i costi per i cittadini.
Altro punto critico riguarda la scadenza, prevista a fine agosto, del contratto con la società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Per l’opposizione, l’Amministrazione comunale non avrebbe ancora presentato un progetto organico capace di integrare il sistema delle ecoisole con l’attuale raccolta differenziata porta a porta.
«Tutto ciò rappresenta una grave carenza di pianificazione e programmazione da parte del sindaco e dei suoi collaboratori», affermano i consiglieri, che avvertono del rischio di un nuovo aumento dei costi del servizio in assenza di una strategia chiara.
Secondo il gruppo di minoranza, la gestione e la manutenzione delle nuove ecoisole comporteranno inevitabilmente ulteriori oneri economici e, senza un’adeguata programmazione, il rischio è che il peso ricada nuovamente sulle bollette dei cittadini. Da qui l’accusa finale all’Amministrazione Villani di privilegiare, con le proprie scelte, gli interessi delle ditte appaltatrici e dei fornitori rispetto a quelli della comunità esperiana.

