Il magico mondo di Alvini: il premio della Lega e un Frosinone che non smette di stupire
di Elledi
Il premio arriva, ma Massimiliano Alvini non si ferma. Anzi, continua a lavorare, a sperimentare e ad alzare l’asticella. Il tecnico del Frosinone è stato infatti scelto come vincitore del Philadelphia Coach Of The Month di agosto-settembre, il riconoscimento assegnato dalla Lega Serie A al miglior allenatore del periodo. Un premio che fotografa perfettamente il momento vissuto dai giallazzurri e che certifica la qualità del lavoro svolto dal tecnico toscano.
La consegna del trofeo avverrà nel pre-partita di Frosinone-Sassuolo, in programma venerdì 16 ottobre alle 20.45 al “Benito Stirpe”. A scegliere Alvini è stata una giuria composta dai direttori delle principali testate giornalistiche sportive, che ha valutato gli allenatori sulla base di criteri tecnico-sportivi e della qualità del gioco espresso dalle rispettive squadre, prendendo in considerazione le prime cinque giornate di campionato.
Un riconoscimento che arriva al termine di un avvio di stagione nel quale il Frosinone si è imposto come una delle realtà più interessanti del campionato. E anche Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, ha sottolineato il valore del lavoro di Alvini, evidenziando il pressing, l’alta intensità e il dinamismo come elementi distintivi della sua squadra, oltre alla capacità di valorizzare una rosa ricca di giovani talenti italiani.
Un premio, dunque, che non arriva per caso. Arriva da un calcio fatto di lavoro quotidiano, idee, intensità e attenzione ai dettagli. E mentre la Serie A si ferma per gli impegni delle Nazionali, Alvini continua esattamente da dove aveva lasciato: allenamento dopo allenamento, senza concedersi distrazioni.
Il premio in bacheca, il lavoro sul campo
Il Frosinone non conosce pause. Durante la sosta il tecnico ha deciso di mantenere alto il ritmo partita organizzando un test amichevole contro il Benevento, disputato questo pomeriggio a porte chiuse sul terreno del “Benito Stirpe”.
Il risultato dice 2-1 per i giallazzurri, ma anche in questo caso il punteggio rappresenta soltanto una parte della storia. Per Alvini era soprattutto un’occasione per provare uomini, soluzioni e meccanismi in vista della ripresa del campionato.
E, soprattutto, per mettere sul tavolo una nuova idea tattica.
Per affrontare il Benevento, Alvini ha infatti cambiato modulo, passando al 3-5-2. Una scelta dettata anche dalle numerose assenze: ben 13 giocatori sono impegnati con le rispettive Nazionali, mentre Raimondo è rimasto ai box per infortunio. Ma proprio le difficoltà diventano, nel mondo di Alvini, un’opportunità per sperimentare.
Il tecnico ha così potuto verificare nuovi equilibri e concedere spazio a quei giocatori che finora hanno trovato meno minutaggio o che sono ancora alla ricerca della migliore condizione.
Cittadini e Calò, il Frosinone parte forte
La partita si è messa subito sui binari giusti per i padroni di casa. Al 9′, infatti, è arrivato il vantaggio firmato da Cittadini, bravo a sfruttare l’assist di Tchato.
Proprio il laterale è stato tra i protagonisti della giornata. Personalità, corsa e intraprendenza sulla fascia: Tchato ha mostrato di avere voglia di ritagliarsi uno spazio importante nelle gerarchie di Alvini.
Il Frosinone ha continuato a spingere e al 33′ ha trovato il raddoppio con Calò, autore di una splendida rete su punizione.
Nella ripresa il Benevento ha reagito e al 57′ Verdi ha accorciato le distanze, ma i giallazzurri hanno conservato il vantaggio fino al termine, portando a casa un successo prezioso soprattutto per le indicazioni raccolte.
Una vetrina per chi aspetta
Alvini ha avuto così la possibilità di osservare da vicino anche giocatori che aspettano il loro momento. Tchato e Akpoguma sono ancora a caccia del debutto assoluto in campionato, mentre El Azzouzi finora ha collezionato appena due minuti in Serie A.
Per loro, l’amichevole è stata una vetrina. Per Alvini, un’altra giornata di lavoro.
Ed è forse proprio questo il senso del momento del Frosinone: il premio arriva, ma il tecnico non si siede sul riconoscimento. Mentre gli applausi della Lega certificano quanto fatto nelle prime giornate, Alvini è già proiettato al prossimo obiettivo.
La testa è alla ripresa del campionato, alla sfida di Napoli, e alla necessità di continuare a stupire.
Il premio finirà in bacheca. Il lavoro, invece, continua.
Perché nel magico mondo di Alvini, anche quando arriva un riconoscimento, c’è sempre una nuova partita da preparare, un nuovo modulo da provare e un’altra storia da scrivere.

