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Pastena – Presepe Vivente, tra solidarietà e accoglienza

Tra i vicoli del paese, lungo le scalinate e sotto le arcate di antiche dimore si è svolto uno dei più suggestivi spettacoli della natività. Grande ammirazione per i costumi e per la rappresentazione di usanze e mestieri del passato che danno una dimensione più antropologica ed essenziale alla vita quotidiana.
Del resto se il Natale non è questo è solo la festa dei consumi e dei regali mentre le città vengono sommerse da una miriade di luci.
Se il Natale non è una rivoluzione interiore è solo un giorno segnato in rosso sul calendario, è solo la chiusura delle scuole e i pranzi coni parenti.
Anche le melodie popolari che sono state eseguite in chiesa, ma che potevano adattarsi ovunque, anche in piazza, hanno richiamato alla memoria tradizioni e suoni di una civiltà che ormai è scomparsa.
Il Natale non è il dilemma tra pandoro o panettone, tra l’albero e il presepe,ma il Natale è una visione della vita basata sull’accoglienza e sulla solidarietà, sul rispetto del prossimo e sull’impegno per la giustizia e la pace sociale. Il Natale è il riscatto degli ultimi, la storia che appartiene alla gente comune, ad un’esistenza che di interrogativa c’è prima dell’ostetrica e dopo il becchino.
Noi stiamo in quel pezzo di storia con i nostri fusi, i nostri problemi e le nostre speranze.
Un Natale per tutti anche per coloro fermi su un letto di ospedale o vittime di malattie spietate. Grazie alla “rete di imprese” alle associazioni di Pastena, ai ragazzi del servizio civile, alla comunità Exodus, ai tanti figuranti, ai musicisti, a Mimmo, Augusto e Guglielmo, a padre Luigi, a tutti coloro che hanno dato una mano a fare del pomeriggio dell’Epifania un evento davvero straordinario.
Il sindaco – Arturo gnesi