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Ferentino, il sacrificio di Don Morosini nel 75° anniversario

Ferentino ha ricordato la figura di don Giuseppe Morosini. Ad organizzare le manifestazioni,  come ogni anno, il Comune e il Comitato onoranze Don Morosini, presieduto da Primo Polletta, l’Associazione Pro Loco, l’Associazione Cesare Sterbini, l’Associazione Banda Musicale Città di Ferentino e la parrocchia dei SS. Giovanni e Paolo.

In occasione dell’importante ricorrenza del 75° anniversario del sacrificio dell’eroico sacerdote, le cerimonie si sono svolte in quattro giorni, sempre con una nutrita partecipazione da parte della cittadinanza. Una mostra presso la biblioteca comunale ha aperto le iniziative, venerdì, scorso, poi concerto dell’Orchestra da Camera di Frosinone con la partecipazione del soprano Vittoria D’Annibale, convegno del professor Augusto D’Angelo, con la presenza del vescovo Ambrogio Spreafico e conclusione, oggi, con la deposizione della corono di fiori presso la Chiesa di s. Ippolito e la messa nel duomo. Dopo la cerimonia religiosa, la mattinata si è conclusa con la consegna del premio dedicato all’eroico sacerdote.

Per la città di Ferentino sono stati premiati: la professoressa Palmira Giacchi, il prof. Francesco Porretti, la professoressa Claudia Morgia e Suor Maria Rita, madre generale delle Suore Francescane. Per Avellino: il prof. Michelangelo Della Morte, l’avv. Filippo Giuditta, il maresciallo Federico Iannacone e Maurizio Oliviero.

“Don Morosini – ha spiegato il sindaco Antonio Pompeo – rappresenta al meglio non solo la nostra storia ma quella dell’intero paese: il suo sacrificio, insieme a quello di tanti altri eroi silenziosi, ha contribuito a riscattare l’Italia dalla dittatura nazifascista. Può essere definito uno dei Padri della Costituzione e uno degli esempi di impegno civile e di affermazione della libertà, contro ogni forma di totalitarismo. Nel 75° anniversario della morte, Ferentino ha voluto ricordarlo con le tradizionali celebrazioni. Complimenti ai vincitori del premio Don Morosini e grazie a tutti  coloro che ogni anno si impegnano per tenere viva la memoria del sacerdote, in particolare il presidente Primo Polletta e il suo collega di Avellino Vittorio Vita”.