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Frosinone – Festa dell’Arma in tempo di Covid. Le maggiori attività d’indagine

La celebrazione del 206° Anniversario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri si è tenuta questa mattina, alla presenza del Sig. Prefetto S.E. Ignazio Portelli, presso il Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone.

La ricorrenza è iniziata alle ore 09,00 con la cerimonia dell’alza bandiera alla presenza di tutti gli Ufficiali del Comando Provinciale e del Comandante del Gruppo Carabinieri Forestali.

Dopo la deposizione da parte di due Carabinieri in alta  uniforme di una corona, posizionata innanzi alla lapide dell’androne sede del Comando Provinciale ed al termine del “silenzio d’ordinanza” suonato dal trombettiere,  il Prefetto, unitamente dal Comandante Provinciale dei Carabinieri Col. Fabio Cagnazzo, ha reso omaggio ai Caduti.

A causa della grave pandemia, che ha stravolto le abitudini di tutti, quest’anno la cerimonia non si è svolta al cospetto delle altre Autorità  e della popolazione, venendo così a mancare in modo tangibile quel legame straordinario tra i Carabinieri e la cittadinanza.

L’Arma dei Carabinieri festeggia i suoi 206 anni di storia sempre caratterizzata dall’incessante, silenzioso ed umile sacrificio di donne e uomini che donano la propria vita per salvaguardare la convivenza civile, soccorrere le popolazioni e ridare loro serenità e fiducia.

Sei Compagnie, cinquantacinque Stazioni con oltre settecento uomini: il Comando Provinciale di Frosinone contribuisce in maniera significativa, giorno dopo giorno, a garantire la sicurezza e l’ordinata convivenza civile in questa meravigliosa parte del nostro Paese anche grazie all’ausilio dei Carabinieri Forestali che operano specificatamente a tutela dell’ambiente, del territorio e delle acque, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, con un Comando di Gruppo e ben quattordici Stazioni.

Un saluto caloroso viene rivolto alle Autorità civili, religiose e militari, con le quali ogni giorno i Carabinieri collaborano in modo proficuo, all’Associazione Nazionale Carabinieri, che con la loro incessante attività di volontariato rappresentano un sostegno alla popolazione, contribuendo alla realizzazione dei beni comuni,  nonché gli orfani, le vedove ed ai parenti tutti dei militari caduti, consapevoli di poter sempre contare sulla vicinanza di tutta la grande famiglia dell’Arma.

La grave emergenza sanitaria connessa alla diffusione epidemiologica da Covid-19, ha imposto, nel volgere di pochissimo tempo, l’adozione di specifiche misure di contenimento del quotidiano stile di vita/lavorativo sia nei confronti della popolazione che all’interno della nostra Istituzione, estrinsecatesi in controlli per il rispetto delle norme limitative circa gli spostamenti dei cittadini sul territorio nazionale; assistenza alla popolazione più bisognosa; tutela della salute dei militari sul luogo di lavoro.

Ci si è trovati in breve a doverci confrontare con un “nemico” sconosciuto, subdolo ed invisibile, che ci ha costretti ad un lavoro immane soprattutto perché oltre alle normali attività siamo stati chiamati a far rispettare una situazione dettata da norme che avrebbero cambiato drasticamente il quotidiano vivere di ogni cittadino. Per la prima volta, dall’ultimo conflitto mondiale, sono state adottate misure limitative della libertà personale per il cui rispetto abbiamo messo in campo tutte le nostre risorse al fine di tutelare la salute pubblica e dei nostri cari, soprattutto la fascia più debole costituita dagli anziani, nei confronti dei quali il virus ha fatto registrare il più alto numero di decessi.

In questo periodo, le attività di cui sopra hanno permesso di controllate complessivamente 24.000 persone, delle quali solo 8.3 % (circa 2.000) trovate non in regola e, pertanto, contravvenzionate per l’inosservanza agli obblighi imposti dai vari DPCM governativi mentre, circa 100 persone, sono state deferite all’Autorità giudiziaria per violazione degli art. 495 e 496 del Codice Penale “Falsa attestazione o dichiarazione a P.U. / False dichiarazioni sulla identità o sulla qualità personali proprie o di altri” ovvero dell’art. 260 RD 27.07.1934, n. 1265 “inosservanza del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone in quarantena perché risultate positive al virus”. Le attività commerciali controllate ammontano a circa 8000, delle quali 54 contravvenzionate per inosservanza delle prescrizioni (nei confronti di 4 sono stati adottati provvedimenti di chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni – art.15 del DL 14/2020).

Certamente non sono mancate critiche o momenti di tensioni nei confronti dei Carabinieri chiamati a far rispettare tali regole restrittive, ma molte di più sono state però le dimostrazioni  di affetto e  vicinanza da parte della popolazione tra le quali, lo striscione regalato da una bambina di Alatri alla locale Compagnia raffigurante l’arcobaleno ed un cuore con la scritta “Andrà Tutto Bene”, una dimostrazione di affetto che fornisce a ciascuno di noi quella giusta dose di energia per poter affrontare, soprattutto in questi momenti difficili, il nostro quotidiano lavoro.

Molte sono state le iniziative di solidarietà che hanno visto protagonisti i Carabinieri, in particolare quelle relative  alla consegna delle pensioni agli over 75enni; alla donazione e consegna delle mascherine alle persone affette dalla sindrome di Down; alla collaborazione con le Amministrazioni locali per il celere recapito dei “buoni spesa” alle famiglie più disagiate; alla distribuzione di uova e colombe pasquali ai bambini più bisognosi.

Tali iniziative, pur rappresentando solamente piccoli segni di vicinanza alle persone più deboli, ci fanno comunque sentire membri di una unica grande famiglia, l’Italia, del cui tricolore sono state illuminate le nostre caserme.

Un altro gravoso compito attende tutti noi, quello di contribuire alla fattiva ripresa della Nazione adoperandoci – oltre che nei normali compiti istituzioni e di assistenza alla popolazione –  nell’indirizzare i nostri sforzi affinché la graduale ripresa della vita sociale e delle varie attività produttive, verosimilmente caratterizzata da probabili tensioni sociali, non rivitalizzi la capacità predatoria della criminalità comune/organizzata in danno del tessuto economico/produttivo già duramente provato. 

Si sottolinea il bilancio fortemente positivo dell’attività operativa, che conferma il vigoroso impegno del Comando Provinciale a contrastare i fenomeni e le manifestazioni criminose che incidono a vario titolo sulla sicurezza e sull’ordinata e civile convivenza, con una attività investigativa sempre più incisiva e con una più capillare attività di vigilanza del territorio.

Nell’occasione, il  Col. Fabio Cagnazzo esprime a tutti i Carabinieri del Comando Provinciale un più vivo plauso ed il ringraziamento per il contribuito fornito con coraggio, spirito di sacrificio ed abnegazione, in questo anno di intenso lavoro, esortandoli a continuare al fine di rendere sempre più sicuro il nostro territorio.

In particolare, i dati relativi all’andamento della delittuosità nei primi 5 mesi del 2020 nell’ambito della Provincia di Frosinone evidenziano in linea generale una flessione dei delitti denunciati           – soprattutto quelli predatori –  3.207 a fronte di 4.222 dello stesso periodo del 2019 (-24%), trend confermato anche per ciò che riguarda i furti (-44%), le estorsioni (-12%), le lesioni dolose (-15%) così come le rapine (-57%). Pur in presenza di una flessione della delittuosità nel periodo in esame, l’azione di contrasto evidenzia un bilancio fortemente positivo con ben 133 persone arrestate  e 1.920 deferite in stato di libertà.

Si rileva altresì che le attività condotte da questo Comando Provinciale nel corso dell’anno 2019 hanno consentito di trarre in arresto 482 persone e denunciarne in stato di libertà 3.501.  

Notevole è stato il contributo fornito anche dal Comando Gruppo Carabinieri Forestali di Frosinone la cui attività si è incentrata in tutti i settori istituzionalmente affidati e in particolare alla tutela dell’ambiente, al controllo del settore agroalimentare, alla tutela forestale. In particolare sono stati eseguiti più di 9.000 controlli con 200 soggetti denunciati, 80 sequestri, più di 500 sanzioni amministrative accertate, nonché controllate 80 attività commerciali operanti nei settori forestali, coltivazioni agricole, selvicoltura, pesca e acquacoltura. 

Diverse le operazioni portate a termine dal N.I.P.A.A.F., che hanno non solo individuato i responsabili dei diversi fenomeni d’inquinamento del fiume Sacco, ma altresì disvelato traffici illeciti di rifiuti, alcuni di questi anche abbancati in una cava in parte attiva, scoperto discariche abusive e smaltimenti illeciti di rifiuti, sanzionato scarichi illeciti di reflui, accertato la provenienza industriale di emissioni odorigene moleste, nonché palesato accordi corruttivi che hanno portato all’arresto di politici, imprenditori e funzionari pubblici.

Infine a seguito dell’emergenza COVID-19 nel periodo 30 marzo 27 maggio  sono state controllate n.1.358 persone di cui 31 sanzionate per un importo complessivo di euro 26.133,20.

La costante sinergia condivisa  con le altre Forze di Polizia e in particolare i rapporti di fattiva collaborazione con il Questore, Dott. Leonardo Biagioli e con il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Col. Alessandro Gallozzi, è stata resa possibile grazie al prezioso ed instancabile indirizzo di S.E. il Prefetto Ignazio Portelli.

Dal punto di vista investigativo di fondamentale importanza è stata la piena sintonia con le Procure della Repubblica di Frosinone e di Cassino.

Operazioni di maggior rilievo:

 Operazione “Sinergy”, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Alatri,  congiuntamente alla Tenenza della Guardia di Finanza di Fiuggi, che consentiva di dare esecuzione a misure personali cautelari (4 con applicazione di ordinanza di custodia in carcere, all’obbligo di presentazione alla P.G.), emesse dai Giudici per le Indagini Preliminari dei Tribunali di Frosinone e per i Minorenni di Roma, per i reati di “traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, commessi da un gruppo criminale composto prevalentemente da giovani e dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti, principalmente a Fiuggi. Contestualmente all’esecuzione degli arresti, venivano effettuate diverse perquisizioni nei confronti di altri soggetti a vario titolo implicati nelle attività di indagine e residenti nelle provincie di Frosinone, Latina, Perugia e Roma. L’attività permetteva di disvelare e disarticolare un’organizzazione criminale costituita dalle persone tratte in arresto, in grado di gestire lo spaccio di cocaina, crack, hashish e marijuana nella centralissima Piazza Spada della città termale a favore di una fitta rete di clienti (Fiuggi, giugno 2019);

Operazione “I Parpacci”, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Cassino, che consentiva di dare esecuzione ad un’ordinanza esecuzione di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Cassino, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 7 persone accusate a vario titolo ed in concorso tra loro di un radicato ed esteso traffico di sostanze stupefacenti, prevalentemente del tipo eroina.  L’indagine traeva input dalla forza di disperazione dei genitori di una delle tante “vittime” dell’eroina, i quali, pur di tutelare il proprio congiunto, non esitavano a mettere per iscritto fatti dei quali erano venuti a conoscenza riguardanti soggetti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti nella zona della cosiddetta Valle dei Santi. In tale contesto emergeva in maniera preponderante la figura di un soggetto, detto “lo spagnolo”, quale gestore di una fiorente “piazza” di spaccio di stanza nel piccolo centro di Sant’Andrea del Garigliano (FR).  L’attività investigativa, durata circa due mesi, permetteva di arrestare in flagranza di reato uno degli indagati, denunciare in stato di libertà altre persone per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, segnalare alla Prefettura di Frosinone vari assuntori di eroina e di sottoporre a sequestro circa 30 grammi di eroina, 5 grammi di hashish, vari bilancini di precisione, sostanze da taglio e materiale per confezionamento (Cassino, giugno 2019);

Operazione “Bazar”, condotta dalle Compagnie Carabinieri di Alatri e Frosinone, che consentiva di dare esecuzione a 13 provvedimenti di custodia cautelare, di cui 6 in carcere, 2 ai domiciliari e 5 divieti di dimora con obbligo di presentazione alla P.G. emessi dalla Dott.ssa  Ida Logoluso, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Frosinone, su richiesta del Dott. Adolfo Coletta, Sostituto Procuratore di Frosinone, poiché ritenuti responsabili a vario titolo di “acquisto, trasporto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti di tipo cocaina ed hashish, in concorso continuato,  anche avvalendosi di altri soggetti, per le attività di cessione a terzi, tra i quali anche elementi con handicap psichiatrici”. L’indagine dei militari dei Nuclei Operativi e Radiomobile delle due Compagnie iniziavano allorquando dagli ambienti delinquenziali locali trapelavano informazioni che indicavano alcuni soggetti dediti al trasporto, tra nord Italia, Albania e Germania, di sostanze stupefacenti con autovetture appositamente attrezzate da compiacenti carrozzieri per l’occultamento delle stesse al loro interno. I responsabili del traffico venivano individuati in alcuni personaggi di nazionalità albanese e rumena, i quali, con la connivenza di elementi locali gestivano alcune piazze di spaccio in vari comuni di questa Provincia, tra i quali Ferentino, Fiuggi, Vico nel Lazio, Alatri e Frosinone.   Nel complesso le investigazioni permettevano al sequestro di kg. 1,130 di hashish, gr. 370 di cocaina e di cospicue somme di denaro provento dell’attività illecita, oltre a numeroso materiale per confezionamento della droga destinata al mercato (Frosinone, Alatri, settembre 2019).

Operazione “Pesce Giallo”, condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Frosinone, che consentiva di dare esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dall’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Frosinone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 3 soggetti, ritenuti responsabili dei reati di “concussione in concorso, corruzione, truffa aggravata in concorso e abuso d’ufficio”, con applicazione, per tutti gli arrestati, dell’interdizione dall’impiego relativo all’esercizio di pubblici uffici per la durata di 12 mesi. I tre soggetti colpiti dalla misura erano tutti in servizio presso la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Frosinone – Ufficio del Territorio, di cui uno Responsabile dell’Unità Operativa Servizi Catastali in Front Office e due suoi collaboratori addetti alla ricezione del pubblico. Le indagini consentivano di acclarare un malvezzo sistema adottato dagli indagati, consistente nel richiedere, per l’istruzione delle pratiche catastali, ingiusti compensi in denaro agli utenti. Nel medesimo procedimento penale venivano altresì indagati altre 19 persone, tra liberi professionisti e consulenti, per reati che vanno dalla corruzione all’induzione indebita a dare o promettere utilità (Frosinone, novembre 2019);

Operazione “Titanium”, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Pontecorvo, in collaborazione con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone che,  coordinati dalla Procura della Repubblica di Cassino, procedevano nelle province di Frosinone, Milano e Lecco, all’arresto di un 44enne e un 22enne di Pontecorvo, sottoponendoli agli arresti domiciliari, alla sottoposizione di una 45nne del luogo alla misura dell’obbligo della presentazione alla P.G., alla sottoposizione del divieto di dimora nel Comune di Pontecorvo con l’obbligo di presentazione alla P.G. di sei soggetti.  Le risultanze investigative consentivano di accertare che gli indagati facevano parte, a vario titolo, di un’associazione per delinquere trasnazionale operante sul territorio nazionale ed estero, finalizzata alla “frode nell’esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, vendita di prodotti industriali con segni mendaci aggravata, falsità materiale commessa da privato, autoriciclaggio e truffa. L’esame della copiosa documentazione amministrativa e contabile sequestrata, nonché l’esecuzione di mirati accertamenti bancari consentiva, altresì, di accertare che la predetta organizzazione criminale aveva costituito 14 società, ubicate nel Lazio, nel Nord-Italia ed in Romania, con le quali riusciva a riciclare e a reimpiegare i proventi illeciti oltre all’ottenimento di prestiti bancari attraverso la presentazione di falsa documentazione quantificata  in oltre 1.300.000,00 (un milione e trecentomila euro) a danno di numerosi istituti di credito ubicati su tutto il territorio nazionale (Pontecorvo, dicembre 2019).

Operazione  “Amnesia”, condotta  dalla Compagnia Carabinieri di Frosinone, che consentiva di dare esecuzione ad un’ordinanza esecuzione di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di nr. 23 persone (6 ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di “detenzione, acquisto, trasporto e cessione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” ed “estorsione”).  L’attività investigativa,  originata dalla denuncia per “usura” sporta da un imprenditore del luogo che, risultata non veritiera (l’uomo è tra i destinatari del provvedimento custodiale in carcere) consentiva di portare alla luce un giro di spaccio e di sostanze stupefacenti – in genere di “hashish” e “marijuana” ma anche “cocaina” – da parte dei predetti indagati, di origine italiana e albanese, tra le provincie di Frosinone, Napoli e Roma: la droga acquistata, anche in quantitativi all’ordine di chilogrammi, veniva confezionata in singole dosi per essere ceduta ai numerosi assuntori, per un giro di oltre 300mila euro e un volume di stupefacente movimentato di circa Kg. 25 (venticinque) (Frosinone, giugno 2020);