Ceccano, 76° Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro: commemorazione provinciale nel trentennale del Monumento
Alla commemorazione provinciale Anmil, patrocinata da Comune e Rai, hanno preso parte tra gli
altri il primo cittadino Querqui e tre già sindaci, tra cui Cerroni, che volle il monumento 30 anni fa.
La Città di Ceccano ha ospitato la commemorazione provinciale della 76° Giornata per le vittime
degli incidenti sul lavoro, promossa dall’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi
del lavoro (Anmil) con i patrocini di Comune, Rai e Tgr Lazio.
L’Amministrazione comunale, a partire dal sindaco Andrea Querqui, ha deposto una corona
d’alloro sul Monumento ai Caduti del Lavoro, presso piazzale Bachelet, a 30 anni dalla sua
inaugurazione. Erano presenti i quattro già Sindaci invitati, Angelino Loffredi, Maurizio Cerroni,
Antonio Ciotoli e Manuela Maliziola, oltre a vari assessori e consiglieri. Hanno fatto seguito la
cerimonia civile nel Centro Pastorale e la Santa Messa nella collegiata patronale di San Giovanni
Battista, prima della convivialità del pranzo sociale.
Sono intervenuti Domenico Loffreda, presidente provinciale dell’Anmil, nonché Rossella Pistilli e
Patrizia Tanzilli, dirigenti medici della Uos Presal Sud della Asl Frosinone, l’Unità operativa di
prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. Ha preso parola anche il parroco del centro, don
Pietro Jura. L’Amministrazione comunale, a nome dell’intera città, ringrazia tutti i presenti per aver
contribuito alla realizzazione di una degna commemorazione delle morti bianche.
«Queste iniziative devono essere funzionali a un cambio di mentalità – dichiara il sindaco Querqui
-. I caduti sul lavoro restano tanti, troppi, malgrado i controlli, quindi non servono ulteriori leggi
perché ce ne sono fin troppe. La commemorazione provinciale a Ceccano è stata una nuova
occasione per parlare e confrontarsi, discutere anche specificamente delle cause di morti e
infortuni sul lavoro, spesso legati all’età lavorativa avanzata, potenzialmente indotta dalle basse
pensioni, come purtroppo accaduto anche in città. Si tende anche a risparmiare sui materiali, con
inevitabili ripercussioni negative sulla sicurezza. Sono contento della partecipazione dei già sindaci
che mi hanno preceduto e ho invitato a un appuntamento così importante e storico per la nostra
città».
Il Monumento di Ceccano fu fatto erigere nel 1996 per volontà dell’Amministrazione guidata dall’ex
sindaco Cerroni, orfano di caduto sul lavoro. L’opera del compianto artista Michele Thomas, in
marmo di Coreno, è ormai una delle sue importanti “Pietre della memoria”. A distanza di 30 anni, è
stato anche metaforicamente ceduto il testimone dall’allora all’attuale presidente provinciale
dell’Anmil, nell'ordine Raniero Belli e Domenico Loffreda, a dimostrazione dell’annosa battaglia per
la sicurezza sul lavoro. Dal parroco, don Pietro, un messaggio cristiano davanti al monumento che
venne inizialmente benedetto da monsignor Antonio Piroli.
«Per molti anni, ogni Primo Maggio – ha ricordato Cerroni – grazie all’impegno dell’allora sindaco
Loffredi, il ricordo è stato mantenuto vivo con la deposizione di garofani ai piedi della stele e con gli
interventi di consiglieri comunali e organizzazioni sindacali. Desidero ricordare anche l’iniziativa
promossa nel 2007, durante il mandato del sindaco Antonio Ciotoli. Accanto al monumento venne
collocata una seconda stele di marmo con i nomi dei cittadini di Ceccano caduti sul lavoro. I
familiari furono coinvolti e onorati con la consegna di una pergamena e di una medaglia. Un’altra
giornata commemorativa venne organizzata a Ceccano nel 2009, su iniziativa del Comune e del
nostro indimenticabile assessore Salvatore Raoni, con la partecipazione della cantante Mariella
Nava».

