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Willy, sei anni dopo. Ricordare per scegliere, ogni giorno, da che parte stare

Sei anni dopo, il ricordo di Willy resta un monito

Sei anni sono passati da quella notte che ha cambiato per sempre Paliano e Colleferro. Sei anni dalla morte di Willy Monteiro Duarte, 21 anni, ucciso durante un pestaggio nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020. Un tempo lungo, ma non sufficiente a cancellare una vicenda che ha segnato profondamente il territorio.

Domani Paliano tornerà a ricordarlo. Alle 9, in Largo Aldo Moro, la comunità si ritroverà per un momento di raccoglimento. Non una semplice ricorrenza, ma un appuntamento che assume, anno dopo anno, un significato preciso: tenere viva la memoria e ribadire il rifiuto di ogni forma di violenza.

La storia di Willy continua a parlare al presente. Quella sera il giovane intervenne per difendere un amico e si ritrovò vittima di una violenza che non gli lasciò scampo. Una vicenda che provocò dolore e indignazione in tutta Italia e che ancora oggi pone una domanda difficile: quanto siamo capaci di riconoscere e fermare la violenza prima che diventi tragedia?

Ricordare non può ridursi alla sola commemorazione. La memoria ha un valore se diventa consapevolezza e, soprattutto, se produce comportamenti diversi. Il rispetto dell’altro, il controllo della rabbia, il rifiuto della prevaricazione non possono essere principi da riscoprire soltanto dopo una tragedia.

Il messaggio che arriva da Paliano è quindi semplice e diretto: la violenza non è una risposta. Mai.

Domani la comunità si fermerà per Willy, ma il vero significato del ricordo sarà ciò che resterà dopo la cerimonia. Perché non dimenticare significa anche scegliere, ogni giorno, da che parte stare.