Esperia, il Sindaco Villani: «Amministrare con responsabilità significa scegliere sui dati, non sulle suggestioni»
Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale sono emerse, ancora una volta, due questioni di particolare rilevanza per il futuro amministrativo ed economico della nostra comunità: la gestione del servizio di riscossione dei tributi e l’approvazione del Regolamento per l’installazione dei chioschi su aree pubbliche.
Su entrambi gli argomenti, la minoranza ha scelto una posizione di contrarietà, confermando un approccio che, pur legittimo nel confronto democratico, appare talvolta più orientato alla ricerca del consenso immediato che a un’approfondita valutazione delle effettive esigenze dell’Ente.
GESTIONE DEI TRIBUTI: AMMINISTRARE SIGNIFICA SCEGLIERE CON RESPONSABILITÀ
La proposta dei consiglieri di minoranza Patrizio Caporusso, Angelo Livio Del Gigante, Piero Di Prete e Mariano Di Costanzo, volta a riportare all’interno del Comune la gestione della riscossione dei tributi, non poteva essere accolta da un’Amministrazione responsabile, attenta alla sostenibilità organizzativa, economica e finanziaria dell’Ente.
I dati parlano con chiarezza. Nel periodo precedente all’esternalizzazione, il costo del servizio incideva per il 10,92% sul riscosso; con la gestione affidata al concessionario tale incidenza è scesa al 9,62%. Parallelamente, la riscossione media annua è passata da 599.597,23 euro a 894.371,42 euro, registrando un incremento di circa il 49%.
Risultati che testimoniano un miglioramento significativo della capacità di riscossione, accompagnato da una riduzione dell’incidenza dei costi.
A ciò si aggiunge un dato organizzativo difficilmente contestabile: l’attuale dotazione di personale è inferiore a quella disponibile negli anni 2019-2021, quando il servizio poteva contare su un organico più articolato, su personale in convenzione e su ulteriori forme di supporto. Oggi l’Ufficio, già impegnato in numerosi adempimenti amministrativi e nella transizione digitale, non dispone delle risorse necessarie per assumere direttamente un’attività tanto specialistica e complessa. Né sussistono, allo stato, adeguati margini assunzionali.
L’esternalizzazione, inoltre, garantisce competenze specialistiche, supporto nella gestione del contenzioso e della riscossione ordinaria e coattiva, sollevando l’Ente da ulteriori oneri organizzativi e gestionali.
Non è irrilevante ricordare che proprio alcuni degli attuali consiglieri di minoranza avevano sostenuto, nel 2017 e nel 2019, il ricorso a forme di riscossione esternalizzata, riconoscendone la necessità per fronteggiare la carenza di personale e migliorare l’efficienza del servizio. Oggi, a fronte di un organico ulteriormente ridotto e di risultati sensibilmente migliorati, sostengono la soluzione opposta.
Un cambiamento di posizione che meriterebbe, quantomeno, una spiegazione altrettanto convincente dei dati che si intende contestare.
La nuova procedura di gara, con un aggio annuo presunto di 23.347,14 euro, conferma inoltre la convenienza della scelta: una cifra che, da sola, non sarebbe sufficiente a sostenere il costo di un dipendente di categoria C, senza considerare software, aggiornamenti, competenze specialistiche e possibili contenziosi.
L’interesse pubblico, tuttavia, non si misura sulla popolarità di una proposta, ma sulla sua concreta sostenibilità. Amministrare significa assumere decisioni sulla base dei numeri, delle norme e delle reali possibilità dell’Ente, anche quando queste non incontrano il consenso di tutti.
La gestione dei tributi non è materia da affrontare con suggestioni o slogan: richiede competenza, continuità e responsabilità. La capacità di riscossione costituisce, infatti, un presupposto essenziale per la corretta gestione del bilancio comunale, come più volte richiamato anche dalla magistratura contabile.
CHIOSCHI SU AREE PUBBLICHE: UNO STRUMENTO DI REGOLAMENTAZIONE E SVILUPPO
Altrettanto singolare è stata la posizione assunta dalla minoranza sul Regolamento relativo ai chioschi su aree pubbliche.
L’esigenza di aggiornare la disciplina era stata ampiamente rappresentata e condivisa nelle precedenti sedute consiliari, in particolare il 6 luglio 2026. Il vigente Regolamento sul commercio, risalente al 1999, necessitava infatti di un adeguamento alla normativa regionale del 2019 e alle più recenti disposizioni in materia urbanistica ed edilizia.
In attesa di una revisione complessiva di uno strumento regolamentare particolarmente articolato, l’Amministrazione ha ritenuto opportuno intervenire con una disciplina specifica, anche in risposta alle interrogazioni e alle sollecitazioni provenienti dagli stessi consiglieri di minoranza.
Il nuovo Regolamento definisce criteri e modalità per le nuove installazioni, disciplina le aree interessate e salvaguarda le concessioni già in essere fino alla loro naturale scadenza, offrendo agli operatori economici un quadro di riferimento più chiaro e aggiornato.
Nonostante ciò, la minoranza ha espresso voto contrario, sollevando dubbi di chiarezza e conformità urbanistica che, alla luce degli atti e delle previsioni già contenute nel precedente Regolamento, avrebbero meritato un esame più approfondito.
Anche in questo caso, si è preferito contestare uno strumento destinato a regolamentare e favorire le attività economiche del territorio, anziché contribuire al suo miglioramento attraverso un confronto concreto sui contenuti.
IL SENSO DELLA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA
Questa Amministrazione continuerà a operare con la consapevolezza che governare non significa inseguire ogni consenso, ma assumere decisioni ponderate, sostenibili e orientate al bene della collettività.
Il confronto democratico è un valore irrinunciabile; tuttavia, perché sia realmente costruttivo, deve fondarsi sulla conoscenza degli atti, sulla coerenza delle posizioni e sulla capacità di confrontarsi con i dati, anche quando questi non coincidono con le proprie aspettative.
La critica è legittima e necessaria. La contraddizione, quando non è accompagnata da argomentazioni solide, rischia invece di trasformarsi in un esercizio di mera contrapposizione.
Noi continueremo a rispondere con gli atti, con i numeri e con le decisioni assunte nell’interesse di Esperia. Perché la differenza tra amministrare e limitarsi a commentare l’operato altrui sta, prima di tutto, nella responsabilità di dare risposte concrete alla comunità.
Lo rende noto il sindaco di Esperia, Giuseppe Villani

