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COME PRIMA, PIU’ DI PRIMA?

Di Luigi Sparagna

E così, nella splendida Roma, mentre si segna una pausa dal quotidiano tran tran per rendere omaggio a un altro Grande che ci ha lasciati, il Maestro Gigi Proietti, nei palazzi del Governo tutto freme per spiegare, sostenere, controbattere il gravoso percorso attraverso il quale si è giunti all’ultimo, solo in ordine di tempo, DPCM anticovid. La Calabria indignata per il suo colore rosso, aimè dovuto ad un sistema sanitario gravemente deficitario che in qualche caso fa coppia anche con amministrazioni civiche inesistenti in quanto gravate da provvedimenti di scioglimento per mafiosità, la Calabria dicevo non fa testo, essa sola, a non gradire le novellate restrizioni. La Lombardia anche fa sentire la sua voce, seppur non con il fragore della prima fase, ma all’atteggiamento lombardo potremmo dire di essere abituati. Non c’è dubbio, la corda che Conte ha nelle mani è già tesa abbastanza, come detto pure in precedenza, ed occorre prudenza. E’ questione di chiarezza, a mio avviso, non solo sui dati circa la diffusione del virus, che purtroppo risente di pareri di esperti non troppo in sintonia, ma che l’Italiano medio che oramai sa tutto o quasi su Covid 19 analizza, critica, fino a dubitare delle intenzioni degli esperti, apparentemente trincerati nella formula della felicità che si riassume in breve nella raccomandazione, forte, maraccomandazione a non uscire di casa, come se il mondo non esistesse. Come negarlo? Abbiamo paura che non sarà così breve come ci viene detto il nostro ulteriore stare in casa. Ce la vogliamo mettere tutta, ma è convinzione diffusa che dopo Natale, quando avremo cacciato la testa fuori dalla tana per vedere che resta, ripiomberemo in una ulteriore ripresa della vita in solitaria, alle prese con computer per ogni singolo componente della famiglia, ciascuno impegnato in proprio e nelle stesse fasce orarie. La speranza del vaccino si scontrerà con il dubbio sulla sua efficacia ovvero sulla probabilità, vista la nostra indole, di diffusione di un farmaco non del tutto sicuro che potrebbe scatenare effetto contrario o non essere più pienamente valido per colpa delle mutazioni di cui Covid19 pare sia capace. Ma si può fare diversamente? Se venisse lasciata piena libertà, di lavoro, di spostamenti, di frequentazioni, ce la potremmo fare? Vorremmo davvero questo? Tutti chiedono aiuti e hanno ragione, ma il Governo combatte un nemico invisibile capace di resistere ad ogni previsione funesta sulla sua fine. Sarà peggio di prima? Armiamoci di ottimismo e pazienza, ma prima di ogni cosa di prudenza per non farci sorprendere. E come qualcuno ha ironicamente scritto, e in questo momento ci sta tutto…”io speriamo che me la cavo”.