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Violenze nelle piazze, il consigliere Daniele Maura presenta una mozione in Consiglio regionale: «La legalità non è facoltativa»

 La libertà di manifestazione non può diventare un alibi per la violenza e la devastazione urbana. È il messaggio, netto e intransigente, lanciato dal consigliere regionale del Lazio, Daniele Maura, che ha presentato oggi una mozione in Consiglio regionale per condannare fermamente i disordini che hanno scosso Milano, Torino e Bologna lo scorso 17 e 18 ottobre.

L’atto politico non si limita a una presa di distanza dagli scontri, ma intende segnare un punto fermo sul fronte della sicurezza pubblica. Maura, nel suo intervento, ha voluto tracciare una linea di demarcazione netta tra il diritto a esprimere il proprio dissenso e gli atti criminali a cui si è assistito: «Chi aggredisce le Forze dell’ordine, devasta le città e saccheggia i negozi non sta esercitando un diritto: sta compiendo atti che devono essere perseguiti secondo la legge».

Il consigliere ha espresso la propria solidarietà alle Forze dell’ordine, troppo spesso bersaglio di aggressioni durante le manifestazioni, e ai cittadini e commercianti che hanno subito danni diretti dal vandalismo. «La violenza non è dissenso – ha sottolineato Maura – il vandalismo non è protesta».

La mozione di Maura si inserisce nel dibattito nazionale innescato dal decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 ottobre scorso, che punta a rafforzare il contrasto alla criminalità minorile e alle violenze nelle piazze. Il consigliere sostiene convintamente la linea del Governo, ribadendo la necessità che chi sbaglia risponda delle proprie azioni, affinché la tutela delle vittime e il ristoro dei danni diventino obiettivi concreti dell’agire politico.

Tuttavia, l’atto impegna il Presidente della Regione e la Giunta anche su un piano prospettico e preventivo. L’obiettivo è promuovere una vera e propria cultura della legalità, che passi attraverso il rafforzamento della prevenzione del disagio giovanile e progetti educativi capillari nelle scuole, coinvolgendo famiglie e associazioni territoriali.

«La sicurezza è un diritto dei cittadini e un dovere delle istituzioni», ha concluso Maura, ricordando che la strada della legalità non esclude l’inclusione: «Non esiste contraddizione tra legalità e inclusione: entrambe richiedono regole chiare, responsabilità e rispetto reciproco. Le istituzioni devono stare dalla parte di chi lavora onestamente e di chi rispetta le regole».