La riflessione Antimafia – Il monito di Cafiero de Raho

di Arturo Gnesi

” La politica pospone questi problemi  a tanti altri ma quando ci sono corruzione e mafia l’economia va a fondo .
La nostra zavorra sono mafia e corruzione, quest’ultima dilaga….
…. Questo è il peggiore aspetto che si coglie in questo momento nel Paese, non vi è attenzione per questi fenomeni emergenziali”.
È il giudizio schietto e lineare del  procuratore generale dell’antimafia  Cafiero de Raho in occasione della presentazione del Rapporto “Liberaidee”
Dove c’è mafia e corruzione l’economia non cresce e il paese va a fondo.
Cafiero de Raho è stato sempre in prima linea, nelle Procure più esposte e pericolose e parla non per sentito dire ma per esperienza diretta.
La politica è chiamata in causa ma fa finta di non vedere e di non sentire.
Anche nella nostra Ciociaria, che Schiavone definì provincia di Casal di Principe, si continua a pensare che corruzione e mafia siano concetti astratti.
Meno astratta invece è la desertificazione industriale dopo la rapina dei soldi pubblici,
meno astratta è l’avvelenamento del territorio con il  traffico dei rifiuti tossici.
Meno astratto è il riciclaggio dei capitali sporchi che hanno drogato il mercato delle imprese e il mondo degli appalti.
Meno astratta è la disoccupazione, la povertà e l’arretramento sociale, meno astratto è lo scempio del territorio e delle tante opere pubbliche inutili e delle infrastrutture logore e insicure.
Se abbiamo un capoluogo di provincia tra i più inquinati d’Italia dove sono aumentate le malattie respiratorie e tumorali significa che ci sono stati patti segreti tra malapolitica e malaffare.
Se la valle del Sacco è stata assassinata con i veleni degli scarichi abusivi significa che connivenze solide tra politica, mondo degli affari e infiltrazioni mafiose hanno calpestato per anni la dignità dei cittadini.
La corruzione dilaga, ancora oggi, nonostante “mani pulite” ma su questi “problemi emergenziali” non c’è un atteggiamento culturale in grado di determinare un cambiamento radicale.
Un osservatorio provinciale sulla mafia è stato ritenuto inutile e un patto etico tra gli amministratori addirittura dannoso perché avrebbe incrinato i rapporti con i piani alti della politica.
Siamo persi in una dolce omertà che condanna il nostro territorio alla stagnazione economica e morale.

Arturo Gnesi, sindaco di Pastena