Frosinone/Latina – La proposta Spi Cgil: “Un patto di solidarietà per sconfiggere la povertà”

I dati nazionali sulla povertà denunciano che viviamo in un Paese che non va:  i poveri assoluti in  Italia sono 4,7 milioni, il 165% più del 2007.  In emergenza permanente sono le persone non autosufficienti, di cui 8 su 10 sono anziane. Nel convegno organizzato dallo SPI CGIL di Frosinone Latina alla Provincia di Frosinone sono state analizzate le cause delle nuove povertà e avanzate delle proposte per arginarle, con i contributi di Monsignor Chialastri, delegato Caritas Lazio, e della Dott.ssa Collicelli dell’Agenzia Sviluppo Sostenibile.

La Segretaria dello SPI CGL di Frosinone Latina, Beatrice Moretti, introducendo i lavori, ha evidenziato che dall’ultimo rapporto del Censis  emerge che siamo un Paese sempre più povero, sempre più  diffidente e dove cresce il numero di persone che rinunciano alle cure per motivi economici: nel 2016 più di un italiano su 4 non ha saputo come far fronte alle spese necessarie per curarsi, quindi non dovrebbe essere poi tanto complicato capire perché i nostri Pronti Soccorso sono sempre più affollati e registrano un numero imponente di accessi cosiddetti impropri! Un primo atto concreto nella costruzione di una strategia nazionale di contrasto alla povertà è rappresentata dall’introduzione del Reddito di Inclusione, che però è insufficiente, secondo la CGIL.

“Per poter rispondere ai bisogni e alle nuove povertà che flagellano in modo drammatico il territorio della provincia di Frosinone i sindacati dei pensionati che, per definizione, sono la Categoria  più rappresentativa delle tematiche della fragilità sociale – congiuntamente, devono comprendere l’importanza di volgere lo sguardo a tutti gli attori presenti nel nostro Comprensorio, che concretamente e quotidianamente operano, come noi, rispondendo alle emergenze ed ai bisogni reali delle fasce sociali in situazioni di disagio:  la nostra proposta è quella di un patto di solidarietà tra soggetti che, indubbiamente, hanno storie ed identità diverse, ma che hanno obiettivi comuni” – sostiene ancora Moretti  –   “Dobbiamo realizzare un’azione sinergica per cambiare il modello di sviluppo attuale, rispettando gli obiettivi sottoscritti dall’Italia con l’Agenda 2030 dell’ONU. I cambiamenti richiedono tempo e non ce n’è rimasto molto ogni anno che ci avvicina al 2030 rappresenta il 7% del tempo che i Paesi firmatari dell’Agenda si sono dati per salvare il mondo: capite che le lancette continuano inesorabilmente a girare e noi non possiamo rimanere semplicemente seduti ad aspettare”. Le conclusioni di  Ernesto Rocchi, Segretario SPI CGIL Roma e Lazio, hanno ripreso e valorizzato i contributi di tutti i relatori,  riproponendoli e rilanciandoli nel contesto delle linee e delle azioni assunte a livello ragionale e nazionale dalla CGIL e dalla Categoria dei Pensionati.